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1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 31 del 31-7-2019

N. 211 ORDINANZA 2 - 26 luglio 201

N. 211 ORDINANZA 2 - 26 luglio 2019 Giudizio di legittimita' costituzionale in via principale. Bilancio e contabilita' pubblica - Finanziamento degli investimenti e sviluppo infrastrutturale del Paese - Proroga di termini. - Decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91 (Proroga di termini previsti da disposizioni legislative) - convertito, con modificazioni, in legge 21 settembre 2018, n. 108 - art. 13, commi 02, 03 e 04. - (T-190211) (GU 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n.31 del 31-7-2019

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nel giudizio di legittimita' costituzionale dell'art. 13, commi
02, 03 e 04 del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91 (Proroga di
termini previsti da disposizioni legislative), convertito, con
modificazioni, in legge 21 settembre 2018, n. 108, promosso dalla
Regione Siciliana con ricorso notificato il 20 novembre 2018,
depositato in cancelleria il 27 novembre 2018, iscritto al n. 80 del
registro ricorsi 2018 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 1, prima serie speciale, dell'anno 2019.
Visto l'atto di costituzione del Presidente del Consiglio dei
ministri;
udito nella udienza pubblica del 2 luglio 2019 il Presidente
Giorgio Lattanzi, il quale, sentito il Giudice relatore Augusto
Antonio Barbera, dispone sia omessa la relazione;
uditi l'avvocato Marina Valli per la Regione Siciliana, nonche'
l'avvocato dello Stato Giammario Rocchitta per il Presidente del
Consiglio dei ministri.
Ritenuto che con ricorso depositato il 27 novembre 2018 (r. r. n.
80 del 2018), la Regione Siciliana ha impugnato l'art. 13, commi 02,
03 e 04, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91 (Proroga di termini
previsti da disposizioni legislative), convertito con modificazioni
nella legge 21 settembre 2018, n. 108, in riferimento agli artt. 3,
81, 97, 114 e 119 della Costituzione, e agli artt. 14, lettera o), e
15 del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione
dello statuto della Regione Siciliana), convertito in legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2;
che le norme impugnate dispongono il differimento all'anno 2020
dell'efficacia delle convenzioni per l'attuazione del «Programma
straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la
sicurezza delle periferie delle citta' metropolitane e dei comuni
capoluogo di provincia» di cui all'art. 1, comma 974, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, recante «Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita'
2016)», con il conseguente obbligo per le amministrazioni interessate
di rimodulare i relativi impegni di spesa, e destinano gli effetti
positivi sul fabbisogno e sull'indebitamento netto derivanti da tale
sospensione ad un apposito fondo istituito presso il Ministero
dell'economia e delle finanze, «da utilizzare per favorire gli
investimenti delle citta' metropolitane, delle province e dei comuni
da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione
degli esercizi precedenti»;
che ad avviso della Regione Siciliana tali norme violerebbero il
principio dell'autonomia finanziaria dei Comuni, ribadito anche dalle
invocate previsioni dello statuto reg. Siciliana, e il principio di
equilibrio del bilancio; le stesse, inoltre, si porrebbero in
contrasto con l'art. 3 Cost., disponendo un irragionevole
differimento di stanziamenti gia' deliberati e ledendo il legittimo
affidamento riposto dagli enti interessati nell'effettivo
finanziamento del programma;
che con atto depositato il 31 dicembre 2018 si e' costituito il
Presidente del Consiglio dei ministri, il quale ha dedotto
l'inammissibilita' e l'infondatezza del ricorso, evidenziando, fra
l'altro, che successivamente al deposito aveva avuto luogo la
Conferenza unificata, nel cui ambito, in data 18 ottobre 2018, era
stato concluso un accordo concernente il menzionato «Programma
straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la
sicurezza delle periferie delle citta' metropolitane e dei comuni
capoluogo di provincia»; tale accordo era poi stato integralmente
recepito dall'art. 1, commi da 913 a 916, della legge 30 dicembre
2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno
finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021),
ove era disposto, fra l'altro, il ripristino dell'efficacia delle
convenzioni stipulate nell'ambito di detto programma, ancorche'
limitatamente «al rimborso delle spese sostenute e certificate dagli
enti beneficiari in base al cronoprogramma», ed il conseguente
utilizzo, al riguardo, del residuo dei fondi originariamente
istituiti a tale scopo;
che con atto depositato il 2 luglio 2019 la Regione Siciliana ha
rinunciato al ricorso su conforme delibera della Giunta regionale;
che con atto depositato in udienza pubblica il 2 luglio 2019 il
Presidente del Consiglio dei ministri ha accettato la rinuncia su
conforme delibera del Consiglio dei ministri.
Considerato che, nei giudizi di legittimita' costituzionale in
via principale, la rinuncia all'impugnazione della parte ricorrente,
accettata dalla resistente costituita, determina l'estinzione del
processo, ai sensi dell'art. 23 delle Norme integrative per i giudizi
davanti alla Corte costituzionale (ex plurimis, ordinanze n. 65 e n.
49 del 2017, n. 264, n. 171, n. 62 e n. 6 del 2016).



 

 


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