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1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 34 del 21-8-2019

N. 112 ORDINANZA (Atto di promovimento) 5 marzo 201

N. 112 ORDINANZA (Atto di promovimento) 5 marzo 2019 Ordinanza del 5 marzo 2019 del Tribunale di Prato nel procedimento civile promosso da Guna spa c/Vetos srl.. Trasporto - Autotrasporto - Corrispettivo del vettore, che ha eseguito il trasporto per incarico di altro vettore, a sua volta obbligato nei confronti di un altro vettore o del mittente - Previsione di un'azione diretta per il pagamento del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto - Responsabilita' solidale di coloro che hanno ordinato il trasporto nei limiti delle prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo pattuita, salvo azione di rivalsa nei confronti della propria parte contrattuale. - Decreto-legge 6 luglio 2010, n. 103 (Disposizioni urgenti per assicurare la regolarita' del servizio pubblico di trasporto marittimo ed il sostegno della produttivita' nel settore dei trasporti), convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2010, n. 127, art. 1-bis, comma 2, lettera e), introduttivo dell'art. 7-ter nel decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286 (Disposizioni per il riassetto normativo in materia di liberalizzazione regolata dell'esercizio dell'attivita' di autotrasportatore). (19C00193) (GU 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n.34 del 21-8-2019

TRIBUNALE ORDINARIO DI PRATO
Sezione unica civile

Nella causa civile iscritta al n. r.g. 967/2018 promossa da: Guna
S.p.a., p. IVA 06891420157, con l'avv. Davide Belloni, PEC
davide.belloni@milano.pecavvocati.it , opponente;
Nei confronti di Vetos S.r.l., p. IVA 00784750481, con l'avv.
Anna Petroni, PEC annapetroni@avvocatilucca.it , opposta;
Il giudice dott. Giulia Simoni, a scioglimento della riserva
assunta all'udienza del 4 marzo 2019,
Pronuncia la seguente ordinanza.

Rilevato

che Vetos s.r.l. (di seguito «Vetos»), odierna opposta, in data 6
gennaio 2018, ha proposto davanti a questo Tribunale ricorso per
ingiunzione ai sensi degli articoli 633 e ss. codice di procedura
civile nei confronti di Guna S.p.a. (di seguito: «Guna») per il
pagamento del corrispettivo di prestazioni di trasporto di merce su
strada, che e' stato accolto con il decreto ingiuntivo n. 128/18 del
2 febbraio 2018, per la somma di € 7.423,40, oltre interessi, spese e
accessori;
Con il ricorso sopra indicato, Vetos aveva allegato di avere
eseguito prestazioni di trasporto come vettore su incarico di
Transvector 2 s.r.l., che a sua volta era stata incaricata dalla
mittente Guna, nei confronti della quale la ricorrente intendeva
esercitare l'azione diretta di cui all'art. 7-ter, decreto
legislativo n. 286/2005, secondo cui il vettore che abbia svolto un
servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua volta
obbligato a eseguire la prestazione in forza di contratto stipulato
con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso come
mandante effettivo della consegna, ha azione diretta per il pagamento
del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il
trasporto, i quali sono obbligati in solido nei limiti delle sole
prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo pattuita, fatta
salva l'azione di rivalsa di ciascuno nei confronti della propria
controparte contrattuale;
Guna ha proposto opposizione avverso il predetto decreto
ingiuntivo allegando (tra l'altro) di avere stipulato in data 1°
luglio 2016 un contratto di trasporto con la sola Pharmavector
s.r.l., dichiarata fallita dal Tribunale di Milano in data l8 gennaio
2018, e di non avere avuto alcun rapporto con Trans Vector 2 s.r.l.
ne' tantomeno con Vetos;
A sostegno della predetta opposizione, Guna ha formulato i
seguenti motivi: 1) incostituzionalita' dell'art. 7-ter, decreto
legislativo n. 286/2005 per violazione dell'art. 77, comma 2, Cost.;
2) inapplicabilita' alla fattispecie concreta dell'art. 7-ter,
decreto legislativo n. 286/2005, stante il fallimento di Pharmavector
s.r.l.; 3) violazione del divieto per il vettore, previsto nel
contralto stipulato tra Guna e Pharmavector s.r.l., di utilizzare
sub-vettori e applicabilita' dell'art. 6-ter, decreto legislativo n.
286/2005, inserito dalla legge di stabilita' 2015; 4) assenza di
prova circa l'effettiva esecuzione del trasporto da parte di Vetos
per inidoneita', a tale scopo, delle fatture e dei documenti di
trasporto prodotti, di formazione unilaterale e incompleti;
La societa' opposta si e costituita nella presente fase di
opposizione, chiedendo il rigetto della stessa;
All'udienza dell'8 ottobre 2018 l'opponente ha altresi' eccepito
l'incompetenza di questa Tribunale in favore del Tribunale di Milano,
quale foro del fallimento di Pharmavector s.r.l.;
Rigettata la predetta eccezione d'incompetenza e negata la
concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo
opposto ai sensi dell'art. 648 c.p.c., preso atto dell'esito negativo
del tentativo di mediazione disposto ex art. 5, comma 2, decreto
legislativo n. 28/2010, questo giudice ha riservato la decisione
sull'eccezione d'illegittimita' costituzionale sollevata da Guna, per
la quale tale societa' ha insistito all'udienza del 4 marzo 2019;

Ritenuto

che prima di assegnare alle parti i termini di cui all'art. 183,
comma 6, c.p.c., e' necessario esaminare la questione pregiudiziale
di legittimita' costituzionale sollevata dall'odierna opponente ai
sensi dell'art. 23, comma 1, legge n. 87/1953, avente a oggetto
l'art. 7-ter, decreto legislativo n. 286/2005, per violazione
dell'art. 77, comma 2 della Costituzione;
Piu' esattamente, la questione riguarda l'art. 1-bis, comma 2,
lettera e) del decreto-legge n. 103/2010, inserito dalla legge di
conversione n. 127/2010, che ha appunto modificato il decreto
legislativo n. 286/2005, introducendo l'art. 7-ter citato;
L'art. 7-ter, decreto legislativo n. 286/2005, recante
«Disposizioni in materia di azione diretta», prevede testualmente che
«Il vettore di cui all'art. 2, comma I, lettera b), il quale ha
svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua
volta obbligato ad eseguire la prestazione in forza di contratto
stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente,
inteso come mandante effettivo della consegna, ha azione diretta per
il pagamento del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che
hanno ordinato il trasporto, i quali sono obbligati in solido nei
limiti delle sole prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo
pattuita, fatta salva l'azione di rivalsa di ciascuno nei confronti
della propria controparte contrattuale. E' esclusa qualsiasi diversa
pattuizione, che non sia basata su accordi volontari di settore.»;
La questione d'incostituzionalita' prospettata dall'opponente e'
rilevante nel presente giudizio, che non puo' essere definito
indipendentemente dalla risoluzione della stessa;
Infatti, la domanda di pagamento del corrispettivo del trasporto
proposta da Vetos, quale sub-vettore, nei confronti di Guna, in
qualita' di mittente del trasporto, costituisce esercizio dell'azione
diretta di cui all'art. 7-ter, decreto legislativo n. 286/2005, non
essendo stato dedotto, come causa petendi, un diverso rapporto
esistente tra le parti, a titolo contrattuale o extracontrattuale;
In particolare, dalle allegazioni delle parti e dall'istruttoria
documentale finora espletata, salvo ogni diverse accertamento nel
prosieguo del giudizio, e' emerso che Guna avrebbe incaricato del
trasporto, come vettore, Pharmavector s.r.l., la quale a sua volta
avrebbe dato incarico a Trans Vector 2 s.r.l., che infine avrebbe
dato mandato di eseguire il trasporto a Vetos: quest'ultima,
affermando di avere esattamente eseguito il trasporto, ha chiesto il
pagamento del corrispettivo, Non alla sua diretta contraente, ma alla
mittente principale, invocando l'obbligazione legale sopra indicata;
La norma in questione e' pertanto astrattamente applicabile alla
fattispecie in esame, ratione materiae e ratione temporis;
Le altre eccezioni sollevate da Guna, relative alla pretesa
inapplicabilita' dell'art. 7-ter citato nelle ipotesi di apertura di
una procedura concorsuale nei confronti di uno dei vettori incaricati
del trasporto (come nel caso di specie e' accaduto a Trans Vector 2
s.r.l., dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con sentenza n.
947/17, e a Pharmavector s.r.l., dichiarata fallita dal Tribunale di
Milano con sentenza n. 84/18) e alla nullita' del contratto di
sub-trasporto concluso dal sub-vettore ex art. 6-ter, comma 3,
decreto legislativo n. 286/2005, si fondano entrambe sul presupposto
dell'esistenza dell'azione diretta del sub-vettore nei confronti del
mittente ai sensi della norma sospettata di illegittimita'
costituzionale;
La questione di legittimita' costituzionale, inoltre, non e'
manifestamente infondata in virtu' dei seguenti rilievi;
L'art. 7-ter, decreto legislativo n. 286/2005 e' stato introdotto
dalla legge n. 127/2010, di conversione del decreto-legge 103/2010,
il quale non conteneva una simile previsione normativa;
Il decreto-legge n. 103/2010, titolato «Disposizioni urgenti per
assicurare la regolarita' del servizio pubblico di trasporto
marittimo», era stato emesso sulla base di presupposti di necessita'
e urgenza cosi esplicitati nel preambolo: «Considerata la necessita'
di completare la procedura di dismissione dell'intero capitale
sociale di Tirrenia di Navigazione S.p.A. e, nel contempo, di
assicurare l'esatto adempimento delle obbligazioni derivanti dalle
convenzioni di pubblico servizio di trasporto marittimo fino al 30
settembre 2010, data della loro scadenza stabilita' dalla legge;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di assicurare la
regolarita' del servizio pubblico di trasporto marittimo e, nel
contempo, la continuita' territoriale con le isole, con particolare
riguardo at periodo di picco del traffico estivo; (...)»;
Piu' nello specifico, lo stesso decreto-legge, alla dichiarata
finalita' di assicurare la regolarita' del servizio pubblico di
trasporto, con un unico articolo, aveva in sintesi previsto che,
nelle more del completamento della procedura di dismissione in corso
dell'intero capitale sociale della Tirrenia di Navigazione s.p.a. e
in considerazione del preminente interesse pubblico connesso alla
necessita' di assicurare la continuita' del servizio pubblico di
cabotaggio marittimo: a) in deroga a quanto previsto dagli statuti di
Tirrenia di Navigazione s.p.a. e di Siremar s.p.a., nonche' dalle
disposizioni in materia contenute nel codice civile, con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro cinque giorni
dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, si
provvedesse alla nomina di un amministratore unico delle suddette
societa', al quale sarebbero stati conferiti i piu' ampi poteri di
amministrazione ordinaria e straordinaria; b) la responsabilita'
civile e amministrativa per i comportamenti, gli atti e i
provvedimenti posti in essere, nel periodo in cui sarebbero rimasti
in carica gli amministratori unici sopra indicati, dagli stessi
amministratori unici, dai componenti del collegio sindacale, dal
dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari
sarebbe stata a carico esclusivamente delle societa' interessate, con
esclusione della responsabilita' amministrativo-contabile dei citati
soggetti, dei pubblici dipendenti e del soggetti comunque titolari di
incarichi pubblici; c) nel periodo sopra indicato, sarebbe stata
consentita l'erogazione da parte di banche a intermediari autorizzati
di nuovi finanziamenti (ovvero, relativamente ai finanziamenti gia'
concessi in virtu' di contratti sottoscritti e vincolanti
anteriormente alla medesima data, della quota non ancora erogata), e
i crediti derivanti da tali nuovi finanziamenti sono equiparati ai
crediti prededucibili di cui all'art. 111, legge fall.;
La legge di conversione del predetto decreto-legge ha modificato
il titolo del testo normativo da «Disposizioni urgenti per assicurare
la regolarita' del servizio pubblico di trasporto marittimo» a
«Disposizioni urgenti per assicurare la regolarita' del servizio
pubblico di trasporto marittimo ed il sostegno della produttivita'
nel settore dei trasporti» e ha introdotto una serie di disposizioni
che attengono (anche) all'attivita' di autotrasporto di merci per
canto di terzi, tra cui l'art. 7-ter, decreto legislativo n. 286/2005
in esame, che prevede l'azione diretta del vettore che ha svolto tin
servizio di trasporto su incarico di altro vettore nei confronti di
tutto coloro che hanno ordinato il trasporto: questa disposizione,
all'evidenza, a completamente scollegata dai contenuti gia'
disciplinati dal decreto-legge, riguardanti esclusivamente la
necessita' di assicurare la regolarita' del servizio pubblico di
trasporto marittimo in un arca temporale limitato;
La Corte costituzionale (si veda la sentenza n. 32/2014, che ha
richiamato la propria precedente giurisprudenza, con particolare
riguardo alla sentenza n. 22 del 2012 e alla successiva ordinanza n.
34 del 2013) ha chiarito che la legge di conversione deve avere un
contenuto omogeneo a quello del decreto-legge; «Cio' in ossequio,
prima ancora che a regole di buona tecnica normativa, alto stesso
art. 77, secondo comma, Cost., il quale presuppone "un nesso di
interrelazione funzionale tra decreto-legge, formato dal Governo ed
emanato dal Presidente della Repubblica, e legge di conversione,
caratterizzata da un procedimento di approvazione peculiare rispetto
a quello ordinario" (sentenza n. 22 del 2012).»;
Infatti - spiega la Corte costituzionale - «La legge di
conversione - per l'approvazione della quale le Camere, anche se
sciolte, si riuniscono entro cinque giorni dalla presentazione del
relative disegno di legge (art. 77, secondo comma, Cost.) - segue un
iter parlamentare semplificato e caratterizzato dal rispetto di tempi
particolarmente rapidi, che si giustificano alla luce della sua
natura di legge funzionalizzata alla stabilizzazione di un
provvedimento avente forza di legge, emanato provvisoriamente dal
Governo e valido per un lasso temporale breve e circoscritto. Dalla
sua connotazione di legge a competenza tipica derivano i limiti alla
emendabilita' del decreto-legge. La legge di conversione non puo',
quindi, aprirsi a qualsiasi contenuto ulteriore, come del resto
prescrivono anche i regolamenti parlamentari (art. 96-bis del
regolamento della Camera dei deputati e art. 97 del regolamento del
Senato della Repubblica, come interpretato dalla Giunta per il
regolamento con il parere dell'8 novembre 1984). Diversamente, l'iter
semplificato potrebbe essere sfruttato per scopi estranei a quelli
che giustificano l'atto con forza di legge, a detrimento delle
ordinarie dinamiche di confronto parlamentare. Pertanto, l'inclusione
di emendamenti e articoli aggiuntivi che non siano attinenti alla
materia oggetto del decreto-legge, o alle finalita' di questo
determina un vizio della legge di conversione in parte qua.»;
Questo non significa - osserva ancora la Consulta - che le Camere
non possano apportare emendamenti al testo del decreto-legge per
modificare la normativa in esso contenuta, in base alle valutazioni
emerse nel dibattito parlamentare: la pretesa di coerenza tra
decreto-legge e legge di conversione vale soltanto a scongiurare
l'uso improprio di tale potere, che si verifica ogniqualvolta, sotto
la veste formate di un emendamento, si introduca un disegno di legge
che tende a immettere nell'ordinamento una disciplina estranea,
interrompendo il legame essenziale tra decreto-legge e legge di
conversione, presupposto dalla sequenza delineata dall'art. 77,
secondo comma, Cost.;
Conclude la Corte che «Nell'ipotesi in cui la legge di
conversione spezzi la suddetta connessione, si determina un vizio di
procedura, mentre resta ovviamente salva, la possibilita' che la
materia regolata dagli emendamenti estranei al decreto-legge formi
oggetto di un separato disegno di legge, da discutersi secondo le
ordinarie modalita' previste dall'art. 72 Cost. (...)»;
La Corte costituzionale ha precisato, anche nella giurisprudenza
successiva, che la violazione dell'art. 77, secondo comma, Cost. per
difetto di omogeneita' si determina solo quando le disposizioni
aggiunte siano totalmente «estranee» o addirittura «intruse», cioe'
tali da interrompere, in parte qua, ogni correlazione tra il
decreto-legge e la legge di conversione (cfr. ex plurimis, sentenze
n. 251/2014, n. 145/2015; n. 167/2017);
Nel caso in esame, la legge n. 127/2010, di conversione del
decreto-legge n. 103/2010, nella parte che dovrebbe trovare
applicazione in questo giudizio, con cui ha introdotto l'art. 7-ter
nel decreto legislativo n. 286/2005, sembra recare il vizio
procedurale sopra descritto, che spetta alla Corte costituzionale
sindacare, per contrasto con il principio di omogeneita' che si trae
dall'art. 77, comma 2 della Costituzione, nei termini sopra indicati;
A superare le ragioni sopra esposte a sostegno della mancanza di
un nesso funzionale tra il decreto-legge e la legge di conversione, a
causa della totale estraneita' degli emendamenti introdotti dalla
seconda rispetto all'oggetto e allo scopo del primo, non sembra
sufficiente la mera riferibilita' di entrambi alla materia del
trasporto: infatti, mentre l'oggetto del decreto-legge era
circoscritto alle modalita' di completamento della procedura di
dismissione del capitale sociale di Tirrenia Navigazione s.p.a., al
fine di assicurare la continuita' e la regolarita' del pubblico
trasporto marittimo durante il periodo estivo, in adempimento delle
obbligazioni assunte con le relative convenzioni, fino al 30
settembre 2010, la legge di conversione ha inserito una norma che, da
un lato, attiene all'autotrasporto di merci per conto terzi,
dall'altro, ha una portata applicativa generale, pur se limitata a
quella tipologia di trasporto, che riguarda i rapporti tra tutti i
mittenti e i vettori, introduce una disciplina la cui efficacia e'
priva di confini temporali e pone una significativa deroga
all'ordinario regime giuridico sostanziale del sub-contratto;
La Corte costituzionale, con ordinanza del 6-13 febbraio 2018 n.
37, ha dichiarato la manifesta inammissibilita' di un'analoga
questione di legittimita' costituzionale sollevata dal Tribunale di
Grosseto con due ordinanze del 3 giugno 2016, per insufficiente
motivazione circa la rilevanza della questione nel giudizio a quo,
senza pronunciarsi nel merito della violazione dell'art. 77, comma 2,
Cost. per carenza di omogeneita' tra l'oggetto del decreto-legge e la
legge di conversione;
Si rende quindi necessaria l'immediata trasmissione degli atti
del presente giudizio alla Corte costituzionale, con sospensione del
procedimento ai sensi del secondo comma dell'art. 23 della legge n.
87/1953;



 

 


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