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1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 46 del 15-11-2017

N. 157 ORDINANZA (Atto di promovimento) 30 giugno 201

N. 157 ORDINANZA (Atto di promovimento) 30 giugno 2017 Ordinanza del 30 giugno 2017 del Giudice di pace di Avezzano nel procedimento civile promosso da C. M. E. contro UnipolSai Assicurazioni spa. Responsabilita' civile - Risarcimento per i danni causati dalla circolazione dei veicoli e natanti per i quali vi e' obbligo di assicurazione - Sinistro causato da veicolo o natante non identificato - Estensione del risarcimento ai danni alle cose solo in caso di danni gravi alla persona. - Decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private), art. 283, comma 2, come modificato dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 198 [, art. 1, comma 9, lett. b)] (17C00248) (GU 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n.46 del 15-11-2017

UFFICIO GIUDICE DI PACE AVEZZANO

L'Ufficio del giudice di pace di Avezzano in persona del g.d.p.
avv. Gabriele Di Girolamo ha pronunciato la seguente ordinanza di
rimessione alla Corte costituzionale nella causa civile iscritta al
n. 1588/16 r.g. promossa da C. M. E., codice fiscale ..., residente a
... (CE) ed elettivamente domiciliata a ... in ... presso lo studio
dell'avv. Massimo Amato, che difende ed assiste in forza di procura
speciale in calce all'atto di citazione;
Contro UnipolSai, p.i.: 00818570012, in persona del legale
rappresentante pro tempore, quale gestore per la Regione Abruzzo del
Fondo di garanzia delle vittime stradali, presso la Consap S.p.A.,
corrente a Bologna, rappresentata e difesa dell'avv. Mario Antonio
Rossi ed elettivamente domiciliata ad Avezzano in via Amendola, 24,
presso lo studio dell'avv. Gianluca Tarquini.

In fatto

Con atto di citazione notificato in data 21 ottobre 2016, C. M.
E. che chiedeva una somma di danaro a titolo di risarcimento di danni
patrimoniali sul veicolo tg. ... di sua proprieta' e condotto, al
momento del sinistro con un altro veicolo rimasto sconosciuto, da S.
G.
La convenuta societa' assicuratrice nel proprio atto di
costituzione e risposta chiedeva l'inammissibilita' della domanda
attrice, ai sensi dell'art. 283, comma 2, decreto legislativo n.
209/2005 secondo cui «Nel caso di cui al comma 1, lettera a), il
risarcimento e' dovuto solo per i danni alla persona. In caso di
danni gravi alla persona, il risarcimento e' dovuto anche per i danni
alle cose, il cui ammontare sia superiore all'importo di euro 500,
per la parte eccedente tale ammontare ...».
Nel giudizio promosso dalla conducente del veicolo per il
riconoscimento del danno non patrimoniale, le e' stata riconosciuta,
con sentenza del G.d.P. di Avezzano del 14 febbraio 2017, la
percentuale dell'1% per il danno biologico permanente. Ne discende
che la proprietaria dell'auto oggetto del sinistro non avrebbe alcun
diritto risarcitorio per i danni patrimoniali subiti, in quanto la S.
G., non ha riportato «danni gravi», cosi' come richiesto dall'art.
283, comma 2, decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209.
La norma in questione non ha dato alcuna definizione di «danni
gravi»; tale lacuna e' stata colmata dalla giurisprudenza della Corte
di Cassazione ricorrendo a tradizionali strumenti ermeneutici
precisando che «E' principio dettato dalla logica, prima che dalla
scienza del diritto, quello secondo cui una norma inserita in un
testo normativo organico debba essere, in caso di incertezza,
illuminata dagli altri precetti contenuti nel testo cui appartiene,
piuttosto che alle regole ad esso estranee». In ragione di tale
principio, la Corte di Cassazione con pronuncia del 27 novembre 2015,
n. 24214, ha precisato che per «danni gravi» devono intendersi quelle
relative alle macrolesioni, cioe' aventi una percentuale di danno
biologico permanente eccedente il 9% di invalidita' permanente ai
sensi dell'art. 138 del decreto legislativo. Inoltre la stessa
giurisprudenza di legittimita' giustifica tale interpretazione sulla
base che i danni gravi alla persona hanno un impatto quasi del tutto
inesistente di rischio di frode. Tale interpretazione, tuttavia, non
convince, sia perche' il danno patrimoniale non puo' essere vincolato
al danno biologico, sia perche' il danno patrimoniale al veicolo,
come e' noto, consiste in sostituzione di pezzi danneggiati, specie
se inerenti alle parti meccaniche che attualmente sono costituite in
gran parte da centraline elettroniche, il cui costo e' ragguardevole.
Lo scrivente, avuto riguardo al caso in esame, ritiene che la
questione prospettata sia rilevante, in quanto a fronte della
presenza di microlesioni del conducente non proprietario del veicolo
a seguito di un sinistro, questi non potra' vedersi risarcito il
danno patrimoniale subito; danno che potra' avere una entita'
patrimoniale anche notevole, a prescindere del danno biologico subito
dal conducente.
Per tali ragioni, lo scrivente ritiene soddisfatto il requisito
della rilevanza della questione di legittimita' costituzionale
prospettata.

Non manifesta infondatezza

Violazione degli artt. 2 e 3 della Costituzione.
Per ritenere l'art. 283, decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
209, modificato dal decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 198,
conforme alla Costituzione, occorrerebbe affermare la diversa
posizione che il legislatore ha riservato al proprietario, il cui
veicolo sia danneggiato da un'auto rimasta sconosciuta con conducente
gravemente leso (Cass. 27 novembre 2015, n. 242149, ed il
proprietario il cui veicolo sia danneggiato da un'auto pirata con
conducente non gravemente leso, non violi alcun precetto
costituzionale.
Il vulnus legislativo e l'interpretazione della citata
giurisprudenza di legittimita' ledono il diritto fondamentale
dell'individuo espressamente tutelato dall'art. 3 della Costituzione
della Repubblica italiana, ponendo i proprietari di un veicolo
danneggiato da un'auto rimasta sconosciuta su un piano di
diseguaglianza fra loro, consentendo il riconoscimento risarcitorio
patrimoniale esclusivamente al proprietario dell'auto che avra' la
«fortuna» di avere il conducente del proprio veicolo gravemente
lesionato.
E' del tutto evidente, alla luce di quanto sopra, come il
disposto normativo si presti a tale censura in quanto l'art. 3 della
Costituzione della Repubblica italiana prevede che il compito della
Repubblica e' rimuovere, non gia' creare, ostacoli di ordine
economico e sociale che, limitando di fatto la liberta' e
l'uguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della
persona umana.
Peraltro il disposto, della cui costituzionalita' si dubita, lede
altresi' l'art. 2 della Costituzione che sancisce il valore assoluto
della persona umana, frustrando uno dei diritti fondamentali
dell'individuo.
Violazione dell'art. 24 della Costituzione.
L'ingiustificato ostacolo imposto per la tutela dei diritti del
cittadino nella sola sede giurisdizionale contrasta con l'art. 24
della Carta costituzionale, che espressamente prevede che tutti
possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed
interessi ed aggiungere che la difesa e' un diritto inviolabile in
ogni stato e grado del procedimento.
La sola lettura della norma costituzionale fa apparire palese il
netto contrasto tra questa norma e l'art. 283, comma 2, decreto
legislativo 7 settembre 2009, n. 209, modificato con decreto
legislativo 6 novembre 2007, n. 198. La condizione, infatti,
dell'ammissibilita' al risarcimento del danno al veicolo il cui
conducente rimanga gravemente lesionato a causa di un veicolo rimasto
sconosciuto, oltre a rappresentare un ingiustificato, quanto ingiusto
svantaggio per il danneggiato, lede gravemente il diritto di difesa,
rispetto al proprietario del veicolo danneggiato il cui conducente ha
riportato solo lievi lesioni.
Peraltro e' indubbio che l'art. 283, comma 2, decreto legislativo
7 settembre 2005, n. 209, modificato con decreto legislativo 6
novembre 2007, n. 198, induce il proprietario danneggiato da auto
pirata, in caso di lesioni lievi al conducente del veicolo, a dover
desistere dal tutelare i propri diritti in sede giurisdizionale,
cosi' sottraendo l'unico mezzo di tutela a sua disposizione ed
invitandolo a presentare una richiesta stragiudiziale all'impresa
designata a norma dell'art. 286, decreto legislativo 7 settembre
2005, n. 209, per la liquidazione dei sinistri a carico del «Fondo di
Garanzia Vittime della Strada» per la tutela dei propri diritti, che,
nel caso dell'ipotesi contemplata, non procedera' ad alcun tipo di
ipotesi risarcitoria.
Alla luce di quanto esposto permane il dubbio in capo allo
scrivente che in ipotesi quali quella oggetto del presente
procedimento, il cui riconoscimento risarcitorio patrimoniale e'
vincolato esclusivamente alle lesioni riportate dal conducente del
veicolo stesso, caratterizza una diversita' di trattamento dei
proprietari di veicoli danneggiati e condotti da terze persone e
determina una ipotesi non aderente al principio di ragionevolezza ed
in particolare all'affidamento del cittadino nella certezza giuridica
e nella coerenza del legislatore.



 

 


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