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Serie Generale n. 297 del 21-12-2016

DELIBERA 1 maggio 2016 

Collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo tra la A22 e la S.S. 467 «Pedemontana» - misure di defiscalizzazione, ai sensi dell'articolo 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183 (CUP F81B03000120001). (Delibera n. 13/2016). (16A08757

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visto il decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, che ha
confermato a questo comitato la funzione di definire le linee guida
in materia di regolazione dei servizi di pubblica utilita', ferme
restando le competenze delle autorita' di settore;
Visto il decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito dalla
legge 24 marzo 2012, n. 27, che, tra l'altro, all'art. 36, comma 1,
nel modificare l'art. 37 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, conferma la
competenza di questo comitato in materia di atti convenzionali con
particolare riferimento ai profili di finanza pubblica;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25
novembre 2008 e successive modifiche e integrazioni, con il quale si
e' proceduto alla riorganizzazione del nucleo di consulenza per
l'attuazione delle linee guida sulla regolazione dei servizi di
pubblica utilita' (NARS), istituito con delibera 8 maggio 1996, n. 81
(Gazzetta Ufficiale n. 138/1996), che, all'art. 1, prevede che, su
richiesta di questo comitato o dei ministeri interessati, lo stesso
nucleo esprima parere in materia tariffaria e di regolamentazione
economica dei settori di pubblica utilita';
Visto l'art. 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183 (legge di
stabilita' 2012) e successive modifiche e integrazioni, che:
i) introduce misure di defiscalizzazione al fine di favorire la
realizzazione di nuove infrastrutture, incluse in piani o programmi
di amministrazioni pubbliche previsti a legislazione vigente e da
realizzare con i contratti di partenariato pubblico privato;
ii) prevede l'utilizzo delle misure stesse anche per le
infrastrutture di interesse strategico gia' affidate o in corso di
affidamento con analoghi contratti di partenariato pubblico privato,
nel caso in cui risulti necessario ripristinare l'equilibrio del
piano economico-finanziario (PEF);
iii) stabilisce che la misura massima del contributo pubblico a
fondo perduto, incluse le suddette misure, non puo' eccedere il 50
per cento del costo dell'investimento;
iiii) demanda specifici adempimenti a questo comitato, che si
pronunzia previo parere del nucleo di consulenza per l'attuazione
delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilita'
(NARS), che allo scopo e' integrato con due ulteriori componenti
designati rispettivamente dal Ministro dell'economia e delle finanze
e dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
Vista la delibera 18 febbraio 2013, n. 1, (Gazzetta Ufficiale n.
206/2013), successivamente integrata con delibera 8 novembre 2013, n.
72 (Gazzetta Ufficiale n. 135/2014), con la quale questo comitato ha
approvato le «Linee guida per l'applicazione delle misure di
agevolazione fiscale previste dall'art. 18 della legge n. 183/2011»,
le quali dettano peculiari previsioni in merito alle opere di
interesse strategico in corso di affidamento;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e visti in
particolare:
l'art. 200, comma 3, che prevede che in sede di prima
individuazione delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari
per lo sviluppo del Paese, il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti effettua una ricognizione di tutti gli interventi gia'
compresi negli strumenti di pianificazione e programmazione, comunque
denominati, vigenti alla data di entrata in vigore del suddetto
decreto, all'esito della quale, il suddetto Ministro propone l'elenco
degli interventi da inserire nel primo documento pluriennale di
pianificazione (DPP) di cui al decreto legislativo n. 228/2011, che
sostituisce tutti i predetti strumenti;
l'art. 201, comma 9, che prevede che, «fino all'approvazione del
primo DPP, valgono come programmazione degli investimenti in materia
di infrastrutture e trasporti gli strumenti di pianificazione e
programmazione e i piani, comunque denominati, gia' approvati secondo
le procedure vigenti alla data di entrata in vigore del presente
codice o in relazione ai quali sussiste un impegno assunto con i
competenti organi dell'Unione europea»;
l'art. 214, comma 2, lettera d) e f), in base al quale il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvede alle
attivita' di supporto a questo Comitato per la vigilanza sulle
attivita' di affidamento da parte dei soggetti aggiudicatori e della
successiva realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti
prioritari per lo sviluppo del Paese e cura l'istruttoria sui
progetti di fattibilita' e definitivi, anche ai fini della loro
sottoposizione alle deliberazioni di questo Comitato in caso di
infrastrutture e insediamenti prioritari per lo sviluppo del paese,
proponendo allo stesso le eventuali prescrizioni per l'approvazione
del progetto;
l'art. 214, comma 11, che prevede che in sede di prima
applicazione restano, comunque, validi gli atti ed i provvedimenti
adottati e sono fatti salvi gli effetti prodotti ed i rapporti
giuridici sorti sulla base dell'art. 163 del decreto legislativo n.
163/2006;
l'art. 216, comma 1, che prevede che, fatto salvo quanto previsto
nel suddetto decreto legislativo n. 50/2016, lo stesso si applica
alle procedure e ai contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si
indice la procedura di scelta del contraente siano pubblicati
successivamente alla data della sua entrata in vigore;
Considerato che la proposta all'esame, alla luce delle sopracitate
disposizioni, risulta ammissibile all'esame di questo comitato;
Vista la disciplina vigente in materia di codice unico di progetto
(CUP) e, in particolare:
la legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante «disposizioni
ordinamentali in materia di pubblica amministrazione» che, all'art.
11, dispone che ogni' progetto di investimento pubblico deve essere
dotato di un CUP;
la legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificata dal
decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito dalla legge 17
dicembre 2010, n. 217, che, tra l'altro, definisce le sanzioni
applicabili in caso di mancata apposizione del CUP sugli strumenti di
pagamento;
le delibere 27 dicembre 2002, n. 143 (Gazzetta Ufficiale n.
87/2003, errata corrige in Gazzetta Ufficiale n. 140/2003) e 29
settembre 2004, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n. 276/2004), con le quali
questo comitato ha definito il sistema per l'attribuzione del CUP e
stabilito che lo stesso CUP deve essere riportato su tutti i
documenti amministrativi e contabili, cartacei ed informatici,
relativi a progetti di investimento pubblico, e deve essere
utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi informativi, comunque
interessati ai suddetti progetti;
Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, che all'art. 1, comma 5,
istituisce presso questo comitato il «Sistema di monitoraggio degli
investimenti pubblici» (MIP), con il compito di fornire
tempestivamente informazioni sull'attuazione delle politiche di
sviluppo e funzionale all'alimentazione di una banca dati tenuta
nell'ambito di questo stesso comitato;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, concernente
«attuazione dell'art. 30, comma 9, lettere e), f) e g), della legge
31 dicembre 2009, n. 196, in materia di procedure di monitoraggio
sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica
dell'utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti e costituzione del
fondo opere e del fondo progetti»;
Visto l'art. 36 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito
dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, che regolamenta il monitoraggio
finanziario dei lavori relativi alle infrastrutture strategiche e
insediamenti produttivi, e visto in particolare comma 3 dello stesso
articolo, cosi' come attuato con delibera di questo comitato 28
gennaio 2015, n. 15, (Gazzetta Ufficiale n. 155/2015), che aggiorna
le modalita' di esercizio del sistema di monitoraggio finanziario di
cui alla delibera 5 maggio 2011, n. 45 (Gazzetta Ufficiale n.
234/2011, errata corrige Gazzetta Ufficiale n. 281/2011);
Viste le delibere 21 dicembre 2001, n. 121 (Gazzetta Ufficiale n.
51/2002 S.O.), che all'allegato 1 include, nell'ambito del «corridoio
plurimodale dorsale centrale», il «collegamento Campogalliano -
Sassuolo», e la delibera 1° agosto 2014, n. 26 (Gazzetta Ufficiale n.
3/2015 S.O.), con la quale questo comitato ha espresso parere sul
vigente XI Allegato infrastrutture al DEF 2013, che include, nella
«tabella O avanzamento programma infrastrutture strategiche»,
l'infrastruttura «collegamento stradale Campogalliano - Sassuolo»;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n.
248/2003), con la quale questo comitato ha formulato, tra l'altro,
indicazioni di ordine procedurale riguardo alle attivita' di supporto
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' chiamato a
svolgere ai fini della vigilanza sull'esecuzione degli interventi
inclusi nel 1° programma delle infrastrutture strategiche;
Viste la delibera 18 marzo 2005, n. 20 (Gazzetta Ufficiale n.
226/2005), con la quale questo comitato ha approvato il progetto
preliminare della «Bretella autostradale Campogalliano - Sassuolo di
collegamento tra la A 22 e la S.S.467 Pedemontana», la delibera 27
marzo 2008, n. 54 (Gazzetta Ufficiale n. 10/2009 ed errata corrige n.
51/200), con la quale questo comitato ha assegnato ad ANAS, in via
programmatica:
i) un contributo di € 8.678.046, per 15 anni, a valere sul
contributo pluriennale previsto dall'art. 2, comma 257, della legge
24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) con decorrenza
2009;
ii) un contributo di € 13.017.069, per 15 anni, a valere sul
contributo pluriennale previsto dalla norma suddetta con decorrenza
2010, suscettibili di sviluppare complessivamente un volume di
investimento di 234,606 milioni di euro, la delibera 22 luglio 2010,
n. 62 (Gazzetta Ufficiale n. 8/2012), con la quale questo Comitato ha
approvato il progetto definitivo della «Bretella autostradale
Campogalliano-Sassuolo di collegamento tra la A 22 e la S.S.467
Pedemontana» e disposto l'assegnazione definitiva dei suddetti
contributi, e la delibera 3 agosto 2011, n. 52 (Gazzetta Ufficiale 10
gennaio 2012), con la quale sono state integrate le prescrizioni
relative allo schema di convenzione gia' formulate con la predetta
delibera n. 62/2010;
Vista la proposta di cui alla nota 21 dicembre 2015, n. 46866, con
cui il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha chiesto
l'iscrizione all'ordine del giorno di questo comitato dell'argomento
«collegamento autostradale Campogalliano - Sassuolo, applicazione
dell'art. n. 18 della legge n. 183/2011», trasmettendo la relativa
documentazione istruttoria, successivamente integrata con nota del 9
febbraio 2016, n. 2030;
Considerato che la legge n. 183/2011 (legge di stabilita' 2012) ha
espressamente devoluto a questo comitato, previo parere del NARS, il
potere di determinare le misure di defiscalizzazione di cui all'art.
18 della legge medesima;
Considerato che il NARS, nelle riunioni istruttorie del 23
febbraio, del 2 marzo e dell'8 marzo 2016, ha proceduto all'esame
della documentazione trasmessa e ha rilevato che: il piano economico
finanziario (PEF) della concessione prevedeva il rimborso, da parte
del concessionario, del contributo pubblico in conto capitale, pari a
circa 215 milioni di euro, con una remunerazione del 5 per cento
annuo a favore del concedente, successivamente all'utilizzo delle
misure di defiscalizzazione; la necessita' di assicurare che in
nessun momento la somma della. quota di contributo pubblico in conto
capitale non rimborsata e delle suddette misure di defiscalizzazione
superasse il limite di legge del 50 per cento del costo
dell'investimento, risultando necessario differire l'utilizzo delle
misure di defiscalizzazione fino al termine del rimborso del
contributo pubblico in conto capitale da parte del concessionario;
Vista la nota 17 marzo 2016, n. 4489, con cui il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso una nuova proposta di PEF
redatta dal concessionario, basata sul differimento dell'utilizzo
delle misure al fine di escludere la sovrapposizione delle medesime
con l'utilizzo del contributo in conto capitale di defiscalizzazione
che tiene conto delle osservazioni emerse nelle riunioni istruttorie
predette;
Considerato che il bando di gara relativo all'affidamento in
concessione delle attivita' di progettazione, realizzazione e
gestione del collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo,
pubblicato in data 3 dicembre 2010, fissava l'importo complessivo
della concessione in circa 881 milioni di euro (I.V.A. esclusa), di
cui 506 milioni circa di costo dell'investimento e 375 milioni circa
di costi di gestione operativa, prevedendo un contributo pubblico a
fondo perduto, assegnato con delibera n. 62/2010, suscettibile di
sviluppare all'epoca un volume di investimento di 234,600 milioni di
euro;
Considerato che la lettera di invito, in data 1° febbraio 2012,
stabiliva che i concorrenti avrebbero potuto prevedere l'utilizzo
delle suddette misure di defiscalizzazione che, nel frattempo, erano
state introdotte dalla legge n. 183/2011 (legge di stabilita' 2012);
Considerato che in sede di risposta ai quesiti posti dai soggetti
interessati il concedente ha specificato le modalita' di applicazione
delle misure di defiscalizzazione e ha precisato che, ai fini
dell'attribuzione del punteggio di gara, si sarebbe tenuto conto
anche delle eventuali restituzioni/remunerazioni del contributo;
Considerato che il 2 aprile 2014 l'ATI Autostrada del Brennero
S.p.A. - Impresa Pizzarotti & C S.p.A. - Coopsette Soc. Coop. -
Oberosler Cav. Pietro S.p.A. - Consorzio Stabile COSEAM Italia S.p.A.
- Edilizia Wipptal S.p.A. - Cordioli & C. S.p.A., e' stata dichiarata
aggiudicataria della concessione;
Considerato che il NARS, preso atto dell'espressa richiesta del
Ministero di settore, si e' pronunciato favorevolmente, con
prescrizioni, in merito al riconoscimento delle misure di
defiscalizzazione con parere n. 1/2016 sulla base delle linee guida
di cui alla delibera n. 1/2013 e successive modifiche e integrazioni
le quali, adottate prima dell'aggiudicazione definitiva, prevedono
l'applicazione delle stesse anche alle cd. «opere in corso di
affidamento»;
Considerato che restano comunque in capo al Ministero di settore il
compito e le responsabilita' di verificare la compatibilita' delle
previsioni contenute nelle citate linee guida con la disciplina
prevista per l'affidamento della concessione;
Preso atto delle risultanze dell'istruttoria del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e del richiamato parere del NARS, e in
particolare sotto l'aspetto finanziario:
che l'arco temporale del Piano finanziario regolatorio (PFR)
base, del PFR defiscalizzato e del PEF defiscalizzato, pervenuti a
marzo 2016, e' pari a 31 anni (1° gennaio 2013 - 31 dicembre 2043);
che a fronte di un valore complessivo dell'investimento inclusivo
degli oneri finanziari capitalizzati, assomma a circa 514 milioni di
euro e costituisce il valore di riferimento per definire la soglia
del 50 per cento, che individua in circa 256,81 milioni di euro il
limite massimo della somma del contributo pubblico e delle misure di
defiscalizzazione;
che PEF e PFR, oltre a 215 milioni di euro di contributo in conto
capitale, prevedono nell'ambito della determinazione delle misure ex
art. 18 della legge 183/2011 circa 330,4 milioni di euro di misure di
defiscalizzazione in valore nominale;
che in valore nominale, la somma del contributo in conto capitale
di 215 milioni di euro e del contributo teorico di 41,8 milioni di
euro, e' pari a 256,80 milioni di euro e risulta quindi inferiore al
limite massimo del 50 per cento dell'investimento complessivo;
che, in valore attuale, la somma del contributo pubblico in conto
capitale e delle misure di defiscalizzazione risulta pari a 50,7 per
cento del costo di investimento, superiore al limite del 50 per
cento;
che il NARS ha proposto, ai fini di una miglior tutela della
finanza pubblica, di ridurre l'importo delle misure di
defiscalizzazione da 330,4 milioni di euro a 312 milioni di euro,
potendosi dedurre la differenza di circa 18 milioni di euro, dal
primo anno di defiscalizzazione;
che il tasso di congrua remunerazione del capitale investito che
assicura l'equilibrio del PEF e' pari al 8,64 per cento (i.e. WACC);
che il rimborso del contributo pubblico e' previsto negli anni
dal 2018 al 2032, il pagamento della relativa parte interessi nel
periodo dal 2032 al 2035 e l'utilizzo delle misure di
defiscalizzazione nel periodo dal 2033 al 2043;
Ritenuto di condividere le valutazioni del NARS e di adottare le
prescrizioni dal medesimo proposte;
Vista la nota 1° maggio 2016, n. 2182, predisposta congiuntamente
dal Dipartimento per la programmazione economica della Presidenza del
Consiglio dei ministri (DIPE) e dal Ministero dell'economia e delle
finanze e posta a base dell'esame della presente proposta
nell'odierna seduta del Comitato, contenente le valutazioni e le
prescrizioni da riportare nella presente delibera;
Su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
Acquisito in seduta l'assenso del Ministro dell'economia e delle
finanze e degli altri Ministri e Sottosegretari di Stato presenti;

Delibera:

1. Determinazione del contributo pubblico a fondo perduto/misure
agevolative di cui all'art. 18 della legge n. 183/2011
1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 18 della legge 12
dicembre 2011, n. 183, il contributo pubblico teorico, oltre
all'importo di 215 milioni di euro come sopra specificato necessario
per l'equilibrio del PEF relativo alla concessione per la costruzione
e gestione del collegamento autostradale Campogalliano - Sassuolo e'
determinato nell'importo di 41,8 milioni di euro.
1.2. L'ammontare delle misure agevolative da riconoscere ai sensi
dell'art. 18 della citata legge n. 183/2011 e successive modifiche e
integrazioni, e' fissato una tantum e per l'intera durata della
concessione, in 312 milioni di euro in valore nominale da utilizzarsi
nel periodo dal 2033 al 2043. Tale importo rappresenta il limite
massimo riconoscibile che non potra' essere superato durante l'intera
durata della concessione ai sensi del punto 2.1 della citata delibera
n. 1/2013. La differenza di 18 milioni di euro rispetto all'importo
di 330,4 milioni di euro previsto dal PEF oggetto di esame, sara'
dedotta dal primo anno di defiscalizzazione ai fini della migliore
tutela della finanza pubblica.
1.3. I criteri e le modalita' per la rideterminazione- della misura
delle agevolazioni in caso di miglioramento dei parametri posti a
base del PEF sono:
i. la riduzione del parametro Kd rispetto al valore inserito nel
WACC previsto nel PEF allegato alla convenzione a seguito della
sottoscrizione del contratto di finanziamento;
ii. la riduzione dei costi di investimento a consuntivo rispetto
alle previsioni contenute nel PEF allegato alla convenzione;
iii. l'efficientamento dei costi operativi gestionali rispetto
alle previsioni contenute nel PEF allegato alla convenzione;
iv. i maggior introiti da pedaggio consuntivati derivanti da
maggiori livelli di traffico rispetto alle previsioni contenute nel
PEF allegato alla convenzione.
1.4. Ai sensi del comma 5.3 dell'allegato 1 alla delibera n.
1/2013, il contributo pubblico e/o le misure riconosciute con la
presente delibera decadono qualora il contratto di finanziamento per
l'opera non sia stipulato entro 12 mesi dall'approvazione dell'atto
convenzionale che recepisca il suddetto contributo pubblico e/o le
misure assegnate.
2. Ulteriori disposizioni:
2.1 II contributo pubblico di 215 milioni di euro, di cui al
punto 1.1, e' costituito, come specificato nella tabella seguente:
a) dalle annualita' dal 2009 al 2018 di un contributo di €
8.678.046 previsto dall'art. 2, comma 257, della legge n. 244/2007
(legge finanziaria 2008) assegnato all'intervento con delibera n.
62/2010;
b) dalle annualita' dal 2010 al 2018 di un secondo contributo
di € 13.017.069 a valere sulla stessa norma e anch'esso assegnato con
la medesima delibera;
c) da € 11.065.919 dell'annualita' 2019 del contributo di cui
al punto b). Le restanti quote annuali, pari complessivamente a €
110.426.725 dei suddetti contributi assegnati all'intervento con
delibera n. 62/2010, a loro volta pari complessivamente a €
325.426.725, sono revocate e affluiscono al Fondo da ripartire per la
realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari
per lo sviluppo del paese, di cui all'art. 202, comma 1, lettera b)
dei decreto legislativo n. 50/2016.
Risorse relative ai 215 milioni di euro di contributo pubblico

=====================================================================
| | Primo | | |
| | contributo | | |
| | dall'art. 2, | | |
| | comma 257, | | |
| |della legge n.|  Secondo contributo | |
| | 244/2007 | dall'articolo  2, | |
| | (legge |comma 257, della legge| |
| | finanziaria | n. 244/2007 (legge | |
|  Annualita' | 2008) | finanziaria 2008) | Totale |
+==============+==============+======================+==============+
| 2009 | 8.678.046 | 0 | 8.678.046 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2010 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2011 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2012 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2013 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2014 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2015 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2016 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2017 | 8.678.046  | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2018 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| 2019 | 0 | 11.065.919 | 11.065.919 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+
| Totale | 86.780.460 | 128.219.540 | 215.000.000 |
+--------------+--------------+----------------------+--------------+

Somme residue a disposizione del CIPE

=====================================================================
| | | Secondo | |
| | | contributo | |
| |Primo contributo | dall'art. 2, | |
| | dall'art. 2, |comma 257, della| |
| |comma 257, della | legge n.  | |
| |legge n. 244/2007|244/2007 (legge | |
| | (legge | finanziaria | |
|  Annualita' |finanziaria 2008)| 2008) | Totale |
+===============+=================+================+================+
| 2019 | 8.678.046 | 1.951.150 | 10.629.196 |
+---------------+-----------------+----------------+----------------+
| 2020 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+---------------+-----------------+----------------+----------------+
| 2021 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+---------------+-----------------+----------------+----------------+
| 2022 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+---------------+-----------------+----------------+----------------+
| 2023 | 8.678.046 | 13.017.069 | 21.695.115 |
+---------------+-----------------+----------------+----------------+
| 2024 | 0 | 13.017.069 | 13.017.069  |
+---------------+-----------------+----------------+----------------+
|  Totale | 43.390.230 | 67.036.495 | 110.426.725 |
+---------------+-----------------+----------------+----------------+

2.2. Ministero proponente dovra' adeguare il PEF, il PFR e l'atto
convenzionale in conformita' alle prescrizioni del Nucleo di
consulenza per l'attuazione e regolazione dei Servizi di pubblica
utilita' (NARS) formulate nel parere n. 1/2016, e in particolare alle
prescrizioni di' cui all'allegato alla presente delibera, che fa
parte integrante della medesima.
2.3. Il Ministero proponente, tenuto conto che il progetto
definitivo dell'opera e' stato approvato con delibera n. 62/2010,
dovra':
acquisire l'espressa accettazione da parte del concessionario del
valore del WACC al 8,64 per cento, che assicura l'equilibrio del PEF,
ad esclusione di qualsiasi altra ipotesi prospettata;
assicurare che la restituzione del contributo pubblico di 215
milioni di euro, con riferimento sia alla quota capitale sia alla
quota interessi, e la sua attualizzazione complessiva, avvenga in
coerenza con i presupposti che hanno portato alla valutazione
dell'offerta dichiarata vincitrice;
assicurare che la differenza tra il valore attuale del contributo
ricevuto e del contributo restituito sia pari a zero;
assicurare che il contratto di concessione contenga il piano di
ammortamento del suddetto contributo pubblico evidenziando la
restituzione del capitale nonche' la relativa remunerazione al tasso
del 5 per cento;
inserire clausole convenzionali volte a tutelare la finanza
pubblica da eventuali richieste di riequilibrio future legate
all'aggiornamento delle previsioni di traffico e a recepire le
condizioni finanziarie di cui al punto 5.1 della delibera n. 1/2013,
fissando un termine di 12 mesi tra la data di approvazione del
progetto definitivo e la sottoscrizione del contratto di
finanziamento, per quanto compatibili;
inserire specifiche clausole che escludano l'indennizzo o il
risarcimento a favore del concessionario nei casi di:
(i) mancata approvazione del progetto definitivo e/o del
relativo piano economico-finanziario da parte di questo Comitato;
(ii) recesso da parte del concessionario per mancato accordo
sul riequilibrio del PEF;
(ii) mancato finanziamento o realizzazione dell'opera;
2.4. Le risorse derivanti dalla restituzione del contributo
pubblico di 215 milioni di euro, con riferimento sia alla quota
capitale sia alla quota interessi, affluiscono al Fondo da ripartire
per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti
prioritari per lo sviluppo del paese, di cui all'art. 202, comma 1,
lettera b) del decreto legislativo n. 50/2016.
3. Clausole finali
3.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'
ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei
documenti relativi a quanto deliberato ai precedenti punti in ordine
alla concessione delle misure di defiscalizzazione di cui all'art. 18
della legge n. 183/2011 e successive modifiche e integrazioni.
3.2. Il medesimo Ministero provvedera' altresi' a svolgere le
attivita' di supporto intese a consentire a questo Comitato di
espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad
esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto
delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.
3.3. Ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229,
articoli 5, 6 e 7, e in osservanza del principio che le informazioni
comuni ai sistemi debbano essere inviate una sola volta, nonche' per
minimizzare le procedure e i connessi adempimenti, il concessionario
dovra' assicurare a questo Comitato flussi costanti di informazioni,
coerenti per contenuti con il sistema di Monitoraggio degli
investimenti pubblici di cui all'art. 1 della legge n. 144/1999.
3.4. Ai sensi della richiamata delibera n. 15/2015, prevista
all'art. 36, comma 3, del decreto-legge n. 90/2014, le modalita' di
controllo dei flussi finanziari sono adeguate alle previsioni della
medesima delibera.
3.5. Ai sensi della delibera n. 24/2004, il CUP assegnato all'opera
dovra' essere evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e
contabile riguardante l'opera stessa.
Roma, 1° maggio 2016

Il Presidente:
Renzi
Il segretario:
Lotti

Registrata alla Corte dei conti il 23 novembre 2016
Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n.
2922



 

 


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