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Serie Generale n. 33 del 9-2-2018

DECRETO LEGISLATIVO 13 dicembre 2017, n. 232 

Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, concernente le Autorita' portuali. (18G00024

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 117, terzo comma, e 118 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, recante
riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della
disciplina concernente le Autorita' portuali di cui alla legge 28
gennaio 1994, n. 84, in attuazione dell'articolo 8, comma 1, lettera
f), della legge 7 agosto 2015, n. 124;
Visto il regolamento (UE) 11 dicembre 2013, n. 1315, del Parlamento
europeo e del Consiglio recante gli orientamenti dell'Unione per lo
sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la
decisione n. 661/2010/UE;
Visto il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e successive
modificazioni, recante codice della navigazione;
Vista la legge 12 giugno 1984, n. 222, e successive modificazioni,
recante revisione della disciplina della invalidita' pensionabile;
Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, recante disciplina dell'attivita' di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,
recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi;
Vista la legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni,
recante riordino della legislazione in materia portuale;
Visto il decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509, e successive
modificazioni, recante norme per la revisione delle categorie delle
minorazioni e malattie invalidanti, nonche' dei benefici previsti
dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, della legge 26 luglio 1988, n. 291;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e successive
modificazioni, recante conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle regioni e agli enti locali, in
attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e
successive modificazioni, recante attuazione delle deleghe in materia
di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio
2003, n. 30;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni, recante Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai
sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196, e successive
modificazioni, recante attuazione della direttiva 2002/59/CE relativa
all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di
informazione sul traffico navale;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni, recante norme in materia ambientale;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante
attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di
lavoro;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, e successive
modificazioni, recante disposizioni in materia di inconferibilita' e
incompatibilita' di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e
presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo
1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
Visto il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e successive
modificazioni, recante disciplina organica dei contratti di lavoro e
revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo
1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183;
Visto il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e
successive modificazioni, recante disposizioni per il riordino della
normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive,
ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n.
183;
Vista la legge 7 agosto 2015, n. 124, recante deleghe al Governo in
materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche e, in
particolare l'articolo 8, comma 6, che prevede l'adozione da parte
del Governo, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo di cui al comma 1, lettera f) del medesimo
articolo, nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della
procedura previsti dallo stesso articolo, uno o piu' decreti
legislativi recanti disposizioni integrative e correttive;
Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2016, n. 201, recante
attuazione della direttiva n. 2014/89 che istituisce un quadro per la
pianificazione dello spazio marittimo;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952,
n. 328, e successive modificazioni, recante approvazione del
regolamento per l'esecuzione del codice della navigazione marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997,
n. 509, e successive modificazioni, recante disciplina del
procedimento di concessione di beni del demanio marittimo per la
realizzazione di strutture dedicate alla nautica da diporto, a norma
dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 14
novembre 1994, recante identificazione dei servizi di interesse
generale nei porti da fornire a titolo oneroso all'utenza portuale,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 24
novembre 1994, n. 275;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione dell'8 settembre 2017;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 16
novembre 2017;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 4 ottobre 2017;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione dell'11 dicembre 2017;
Sulla proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1


Modifiche all'articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84

1. All'articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi da 1 a 5 sono sostituiti dai seguenti:
«1. Il piano regolatore di sistema portuale e' lo strumento di
pianificazione del sistema dei porti ricompresi nelle circoscrizioni
territoriali delle Autorita' di sistema portuale di cui all'articolo
6, comma 1. Il piano si compone di un Documento di pianificazione
strategica di sistema (DPSS) e dei piani regolatori portuali di
ciascun porto.
1-bis. Le Autorita' di sistema portuale redigono un documento di
pianificazione strategica di sistema, coerente con il Piano generale
dei trasporti e della logistica (PGTL) e con gli orientamenti europei
in materia di portualita', logistica e reti infrastrutturali nonche'
con il Piano strategico nazionale della portualita' e della
logistica. Il documento di pianificazione strategica di sistema:
a) definisce gli obiettivi di sviluppo e i contenuti sistemici di
pianificazione delle Autorita' di sistema portuale;
b) individua e perimetra le aree destinate a funzioni
strettamente portuali e retro-portuali, le aree di interazione
porto-citta' e i collegamenti infrastrutturali di ultimo miglio di
tipo viario e ferroviario coi singoli porti del sistema e gli
attraversamenti del centro urbano;
c) prevede una relazione illustrativa che descrive gli obiettivi
e le scelte operate e i criteri seguiti nella identificazione dei
contenuti sistemici di pianificazione e rappresentazioni grafiche in
numero e scala opportuni, al fine di descrivere l'assetto
territoriale del sistema, nonche' per assicurare una chiara e univoca
identificazione degli indirizzi, delle norme e delle procedure per la
redazione dei piani regolatori portuali di cui al comma 1-sexies.
1-ter. La pianificazione delle aree con funzione di interazione
porto-citta' definite dal documento di pianificazione strategica di
sistema e' stabilita dai comuni, previo parere della competente
Autorita' di sistema portuale.
1-quater. Il documento di pianificazione strategica di sistema e':
a) sottoposto al parere di ciascun comune territorialmente
interessato, che si esprime entro e non oltre quarantacinque giorni
dal ricevimento dell'atto;
b) e' adottato dal Comitato di gestione e approvato nei
successivi sessanta giorni dalla regione, previa intesa con il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che si esprime
sentita la Conferenza nazionale di cui all'articolo 11-ter.
1-quinquies. Ai fini dell'ottenimento dell'intesa di cui al comma
1-quater, lettera b), il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti puo' convocare una Conferenza dei servizi, ai sensi
dell'articolo 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241. In caso di
dissenso tra le amministrazioni partecipanti alla Conferenza dei
servizi, si applicano le diposizioni di cui all'articolo 14-quinquies
della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il documento di pianificazione
strategica di sistema delle Autorita' di sistema portuale di cui al
comma 1-bis, la cui circoscrizione territoriale e' ricompresa in piu'
regioni, e' approvato con atto della regione ove ha sede l'Autorita'
di sistema portuale, previa intesa con le regioni nel cui territorio
sono ricompresi gli altri porti amministrati dalla stessa Autorita'
di sistema portuale e con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. Le varianti al documento di pianificazione strategica di
sistema sono approvate con il medesimo procedimento previsto per
l'adozione dello stesso.
1-sexies. Nei singoli porti ricompresi nelle circoscrizioni
territoriali delle Autorita' di sistema portuale di cui all'articolo
6 comma 1, l'ambito e l'assetto complessivo delle aree destinate a
funzioni strettamente portuali e retro-portuali e agli assi di
collegamento viario e ferroviario, come individuate nel documento di
pianificazione strategica di sistema approvato, quali quelle
destinate alle attivita' commerciali e crocieristiche, al diporto,
alla produzione industriale, all'attivita' cantieristica e alle
infrastrutture stradali e ferroviarie, sono delimitati e disegnati
dal piano regolatore portuale (PRP), che individua analiticamente
anche le caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree
interessate.
2. I piani regolatori portuali di cui al comma 1-sexies sono
redatti in attuazione del Piano strategico nazionale della
portualita' e della logistica e del documento di pianificazione
strategica e di sistema nonche' in conformita' alle Linee guida
emanate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e approvate dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. I piani regolatori
portuali declinano gli obiettivi, le previsioni, gli elementi, i
contenuti e le strategie di ciascun scalo marittimo, delineando anche
l'assetto complessivo delle opere di grande infrastrutturazione.
2-bis. Nel caso di strutture o ambiti idonei, allo stato
sottoutilizzati o non diversamente utilizzabili per funzioni portuali
di preminente interesse pubblico, e' valutata con priorita' la
finalizzazione delle predette strutture e ambiti ad approdi turistici
come definiti dall'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509.
2-ter. I piani regolatori portuali individuano le strutture o
ambiti portuali di cui al comma 2-bis da destinarsi al ricovero a
secco di imbarcazioni da diporto fino a 12 metri e di natanti da
diporto.
2-quater. Nei porti di cui al comma 1-sexies ricompresi nelle
circoscrizioni territoriali dell'Autorita' di sistema portuale, il
piano regolatore portuale, corredato del rapporto ambientale di cui
al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e':
a) adottato dal Comitato di gestione di cui all'articolo 9,
previa intesa con i comuni territorialmente interessati con
riferimento esclusivo alla pianificazione delle aree destinate a
funzioni di interazione porto-citta'. I comuni si esprimono entro e
non oltre quarantacinque giorni dal ricevimento dell'atto;
b) inviato successivamente per il parere di competenza al
Consiglio superiore dei lavori pubblici, che si esprime entro novanta
giorni dal ricevimento dell'atto;
c) approvato, esaurita la procedura di cui al presente comma e
quella di cui al comma 3-ter, dalla regione interessata entro
quaranta giorni decorrenti dalla conclusione della procedura VAS.
2-quinquies. Ai fini dell'ottenimento dell'intesa di cui al comma
2-quater, lettera a), la regione, ovvero il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti in caso di Autorita' di sistema
portuale interregionale, puo' convocare una Conferenza dei servizi,
ai sensi dell'articolo 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241.
In caso di dissenso tra le amministrazioni partecipanti alla
Conferenza dei servizi, si applicano le diposizioni di cui
all'articolo 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2-sexies. Le previsioni del piano regolatore portuale non possono
contrastare con gli strumenti urbanistici vigenti.
3. Nei porti di cui alla categoria II, classe III, con esclusione
di quelli aventi le funzioni di cui all'articolo 4, comma 3, lettera
e), l'ambito e l'assetto complessivo del porto, ivi comprese le aree
destinate alla produzione industriale, all'attivita' cantieristica e
alle infrastrutture stradali e ferroviarie, sono delimitati e
disegnati dal piano regolatore portuale, che individua, altresi', le
caratteristiche e la destinazione funzionale delle aree interessate.
3-bis. Nei porti di cui al comma 3, nei quali non e' istituita
l'Autorita' di sistema portuale, il piano regolatore e' adottato e
approvato dalla regione di pertinenza o, ove istituita,
dall'Autorita' di sistema portuale regionale, previa intesa con il
comune o i comuni interessati, ciascuno per il proprio ambito di
competenza, nel rispetto delle normative vigenti e delle proprie
norme regolamentari. Sono fatte salve, altresi', le disposizioni
legislative regionali vigenti in materia di pianificazione dei porti
di interesse regionale.
3-ter. I piani regolatori portuali sono sottoposti, ai sensi della
normativa vigente in materia, alla procedura di VAS.
4. Il Presidente dell'Autorita' di sistema portuale, autonomamente
o su richiesta della regione o del comune interessato, puo'
promuovere e proporre al Comitato di gestione, per la successiva
adozione, varianti-stralcio al piano regolatore portuale concernenti
la qualificazione funzionale di porzioni del singolo scalo marittimo.
4-bis. Le varianti-stralcio al piano regolatore portuale di cui al
comma 4, relative al singolo scalo marittimo, sono sottoposte al
procedimento previsto per l'approvazione del piano regolatore
portuale e alla procedura di verifica di assoggettabilita' a VAS, ai
sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
4-ter. Le varianti-stralcio di cui al comma 4 relative ai porti
ricompresi in una Autorita' di sistema portuale, la cui
circoscrizione territoriale ricade in piu' regioni, sono approvate
con atto della regione nel cui territorio e' ubicato il porto oggetto
di variante-stralcio, sentite le regioni nel cui territorio sono
ricompresi gli altri porti amministrati dalla medesima Autorita' di
sistema portuale.
5. Le modifiche che non alterano in modo sostanziale la struttura
del piano regolatore portuale in termini di obiettivi, scelte
strategiche e caratterizzazione funzionale delle aree portuali,
relativamente al singolo scalo marittimo, costituiscono adeguamenti
tecnico-funzionali del piano regolatore portuale. Gli adeguamenti
tecnico-funzionali sono adottati dal Comitato di gestione
dell'Autorita' di sistema portuale, previa acquisizione della
dichiarazione di non contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti
da parte del comune o dei comuni interessati. E' successivamente
acquisito il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che
si esprime entro quarantacinque giorni, decorrenti dalla ricezione
della proposta di adeguamento tecnico-funzionale. L'adeguamento
tecnico-funzionale e' approvato con atto della Regione nel cui
territorio e' ubicato il porto interessato dall'adeguamento
medesimo.»;
b) al comma 5-bis, le parole: «articolo 5-bis», sono sostituite
dalle seguenti: «dal presente articolo» e le parole: «ai sensi
dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive
modifiche ed integrazioni, a cui sono chiamate tutte le
Amministrazioni competenti.», sono sostituite dalle seguenti: «ai
sensi dell'articolo 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, cui
sono chiamate tutte le Amministrazioni competenti. In caso di
dissenso tra le amministrazioni partecipanti alla Conferenza dei
servizi, si applicano le diposizioni di cui all'articolo 14-quinquies
della legge 7 agosto 1990, n. 241.



 

N O T E

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee (GUCE).
Note alle premesse:
- L'art. 76 della Costituzione stabilisce che
l'esercizio della funzione legislativa non puo' essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
- L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
- L'art. 117 della Costituzione dispone, tra l'altro,
che la potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e
dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche' dei
vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli
obblighi internazionali.
- L'art. 118 della Costituzione e' il seguente:
«Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni
salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano
conferite a Province, Citta' metropolitane, Regioni e
Stato, sulla base dei principi di sussidiarieta',
differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Citta' metropolitane sono
titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle
conferite con legge statale o regionale, secondo le
rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra
Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h)
del secondo comma dell'art. 117, e disciplina inoltre forme
di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei
beni culturali.
Stato, Regioni, Citta' metropolitane, Province e Comuni
favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e
associati, per lo svolgimento di attivita' di interesse
generale, sulla base del principio di sussidiarieta'.».
- Il decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169
(Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione
della disciplina concernente le Autorita' portuali di cui
alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in attuazione dell'art.
8, comma 1, lettera f), della legge 7 agosto 2015, n. 124)
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 agosto 2016, n.
203.
- Il regolamento (CE) 11 dicembre 2013, n. 1315/2013
(Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli
orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete
transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n.
661/2010/UE (Testo rilevante ai fini del SEE)) e'
pubblicato e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell'Unione europea 20 dicembre 2013, n. L 348.
- Il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 (Codice della
navigazione) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18
aprile 1942, n. 93, Ediz. Spec.
- La legge 12 giugno 1984, n. 222 (Revisione della
disciplina della invalidita' pensionabile) e' pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 16 giugno 1984, n. 165.
- Si riporta l'art. 14 della legge 23 agosto 1988 n.
400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei ministri):
«Art. 14 (Decreti legislativi). - 1. I decreti
legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'art. 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della
Repubblica con la denominazione di "decreto legislativo" e
con l'indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla
legge di delegazione.
2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire
entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il
testo del decreto legislativo adottato dal Governo e'
trasmesso al Presidente della Repubblica, per la
emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una
pluralita' di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo puo' esercitarla mediante piu' atti
successivi per uno o piu' degli oggetti predetti. In
relazione al termine finale stabilito dalla legge di
delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere
sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio
della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per
l'esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e'
tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
decreti delegati. Il parere e' espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro
sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive
della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue
osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
Commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni.».
- La legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accesso ai documenti amministrativi) e' pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192.
- La legge 28 gennaio 1994, n. 84 (Riordino della
legislazione in materia portuale) e' pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 4 febbraio 1994, n. 28, S.O. n. 21.
- Il decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509
(Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e
malattie invalidanti, nonche' dei benefici previsti dalla
legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi
dell'art. 2, comma 1, della legge 26 luglio 1988, numero
291) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 novembre
1988, n. 278.
- Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112
(Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del
capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1998, n. 92, S.O. n.
77/L.
- Il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276
(Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e
mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n.
30) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 ottobre 2003,
n. 235, S.O. n. 159/L.
- Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice
dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'art. 10
della legge 6 luglio 2002, n. 137) e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45, S.O. 24
febbraio 2004, n. 45, S.O. n. 28/L.
- Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196
(Attuazione della direttiva 2002/59/CE relativa
all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e
di informazione sul traffico navale) e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 23 settembre 2005, n. 222.
- Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme
in materia ambientale) e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88, S.O. n. 96/L.
- Il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81
(Attuazione dell'art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123,
in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
aprile 2008, n. 101, S.O. n. 108/L.
- Il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39
(Disposizioni in materia di inconferibilita' e
incompatibilita' di incarichi presso le pubbliche
amministrazioni e presso gli enti privati in controllo
pubblico, a norma dell'art. 1, commi 49 e 50, della legge 6
novembre 2012, n. 190) e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 19 aprile 2013, n. 92.
- Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81
(Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione
della normativa in tema di mansioni, a norma dell'art. 1,
comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183) e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2015, n. 144,
S.O. n. 34/L.
- Il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150
(Disposizioni per il riordino della normativa in materia di
servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi
dell'art. 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183)
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 settembre 2015,
n. 221, S.O. n. 53/L.
- Si riporta l'art. 8, della legge 7 agosto 2015, n.
124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione
delle amministrazioni pubbliche):
«Art. 8 (Riorganizzazione dell'amministrazione dello
Stato). - 1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro
diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, uno o piu' decreti legislativi per
modificare la disciplina della Presidenza del Consiglio dei
ministri, dei Ministeri, delle agenzie governative
nazionali e degli enti pubblici non economici nazionali. I
decreti legislativi sono adottati nel rispetto dei seguenti
principi e criteri direttivi:
a) con riferimento all'amministrazione centrale e a
quella periferica: riduzione degli uffici e del personale
anche dirigenziale destinati ad attivita' strumentali,
fatte salve le esigenze connesse ad eventuali processi di
reinternalizzazione di servizi, e correlativo rafforzamento
degli uffici che erogano prestazioni ai cittadini e alle
imprese; preferenza in ogni caso, salva la dimostrata
impossibilita', per la gestione unitaria dei servizi
strumentali, attraverso la costituzione di uffici comuni e
previa l'eventuale collocazione delle sedi in edifici
comuni o contigui; riordino, accorpamento o soppressione
degli uffici e organismi al fine di eliminare duplicazioni
o sovrapposizioni di strutture o funzioni, adottare i
provvedimenti conseguenti alla ricognizione di cui all'art.
17, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014,
n. 114, e completare l'attuazione dell'art. 20 dello stesso
decreto-legge n. 90 del 2014, secondo principi di
semplificazione, efficienza, contenimento della spesa e
riduzione degli organi; razionalizzazione e potenziamento
dell'efficacia delle funzioni di polizia anche in funzione
di una migliore cooperazione sul territorio al fine di
evitare sovrapposizioni di competenze e di favorire la
gestione associata dei servizi strumentali; istituzione del
numero unico europeo 112 su tutto il territorio nazionale
con centrali operative da realizzare in ambito regionale,
secondo le modalita' definite con i protocolli d'intesa
adottati ai sensi dell'art. 75-bis, comma 3, del codice di
cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259; riordino
delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del
territorio e del mare, nonche' nel campo della sicurezza e
dei controlli nel settore agroalimentare, conseguente alla
riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed
eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di
polizia, fatte salve le competenze del medesimo Corpo
forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi
boschivi e di spegnimento con mezzi aerei degli stessi da
attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco con le
connesse risorse e ferme restando la garanzia degli attuali
livelli di presidio dell'ambiente, del territorio e del
mare e della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia
delle professionalita' esistenti, delle specialita' e
dell'unitarieta' delle funzioni da attribuire, assicurando
la necessaria corrispondenza tra le funzioni trasferite e
il transito del relativo personale; conseguenti
modificazioni agli ordinamenti del personale delle Forze di
polizia di cui all'art. 16 della legge 1° aprile 1981, n.
121, in aderenza al nuovo assetto funzionale e
organizzativo, anche attraverso: 1) la revisione della
disciplina in materia di reclutamento, di stato giuridico e
di progressione in carriera, tenendo conto del merito e
delle professionalita', nell'ottica della semplificazione
delle relative procedure, prevedendo l'eventuale
unificazione, soppressione ovvero istituzione di ruoli,
gradi e qualifiche e la rideterminazione delle relative
dotazioni organiche, comprese quelle complessive di
ciascuna Forza di polizia, in ragione delle esigenze di
funzionalita' e della consistenza effettiva alla data di
entrata in vigore della presente legge, ferme restando le
facolta' assunzionali previste alla medesima data, nonche'
assicurando il mantenimento della sostanziale
equiordinazione del personale delle Forze di polizia e dei
connessi trattamenti economici, anche in relazione alle
occorrenti disposizioni transitorie, fermi restando le
peculiarita' ordinamentali e funzionali del personale di
ciascuna Forza di polizia, nonche' i contenuti e i principi
di cui all'art. 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, e
tenuto conto dei criteri di delega della presente legge, in
quanto compatibili; 2) in caso di assorbimento del Corpo
forestale dello Stato, anche in un'ottica di
razionalizzazione dei costi, il transito del personale
nella relativa Forza di polizia, nonche' la facolta' di
transito, in un contingente limitato, previa determinazione
delle relative modalita', nelle altre Forze di polizia, in
conseguente corrispondenza delle funzioni alle stesse
attribuite e gia' svolte dal medesimo personale, con
l'assunzione della relativa condizione, ovvero in altre
amministrazioni pubbliche, di cui all'art. 1, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, nell'ambito delle relative dotazioni
organiche, con trasferimento delle corrispondenti risorse
finanziarie. Resta ferma la corresponsione, sotto forma di
assegno ad personam riassorbibile con i successivi
miglioramenti economici, a qualsiasi titolo conseguiti,
della differenza, limitatamente alle voci fisse e
continuative, fra il trattamento economico percepito e
quello corrisposto in relazione alla posizione giuridica ed
economica di assegnazione; 3) l'utilizzo, previa verifica
da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato del Ministero dell'economia e delle finanze, di una
quota parte dei risparmi di spesa di natura permanente, non
superiore al 50 per cento, derivanti alle Forze di polizia
dall'attuazione della presente lettera, fermo restando
quanto previsto dall'art. 23 della presente legge, tenuto
anche conto di quanto previsto dall'art. 3, comma 155,
secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350; 4)
previsione che il personale tecnico del Corpo forestale
dello Stato svolga altresi' le funzioni di ispettore
fitosanitario di cui all'art. 34 del decreto legislativo 19
agosto 2005, n. 214, e successive modificazioni; riordino
dei corpi di polizia provinciale, in linea con la
definizione dell'assetto delle funzioni di cui alla legge 7
aprile 2014, n. 56, escludendo in ogni caso la confluenza
nelle Forze di polizia; ottimizzazione dell'efficacia delle
funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mediante
modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, in
relazione alle funzioni e ai compiti del personale
permanente e volontario del medesimo Corpo e conseguente
revisione del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217,
anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle
qualifiche esistenti ed eventuale istituzione di nuovi
appositi ruoli e qualifiche, con conseguente
rideterminazione delle relative dotazioni organiche e
utilizzo, previa verifica da parte del Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'economia
e delle finanze, di una quota parte dei risparmi di spesa
di natura permanente, non superiore al 50 per cento,
derivanti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco
dall'attuazione della presente delega, fermo restando
quanto previsto dall'art. 23 della presente legge;
b) con riferimento alle forze operanti in mare, fermi
restando l'organizzazione, anche logistica, e lo
svolgimento delle funzioni e dei compiti di polizia da
parte delle Forze di polizia, eliminazione delle
duplicazioni organizzative, logistiche e funzionali,
nonche' ottimizzazione di mezzi e infrastrutture, anche
mediante forme obbligatorie di gestione associata, con
rafforzamento del coordinamento tra Corpo delle capitanerie
di porto e Marina militare, nella prospettiva di
un'eventuale maggiore integrazione;
c) con riferimento alla sola amministrazione
centrale, applicare i principi e criteri direttivi di cui
agli articoli 11, 12 e 14 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
e successive modificazioni, nonche', all'esclusivo fine di
attuare l'art. 95 della Costituzione e di adeguare le
statuizioni dell'art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
definire:
1) le competenze regolamentari e quelle
amministrative funzionali al mantenimento dell'unita'
dell'indirizzo e alla promozione dell'attivita' dei
Ministri da parte del Presidente del Consiglio dei
ministri;
2) le attribuzioni della Presidenza del Consiglio
dei ministri in materia di analisi, definizione e
valutazione delle politiche pubbliche;
3) i procedimenti di designazione o di nomina di
competenza, diretta o indiretta, del Governo o di singoli
Ministri, in modo da garantire che le scelte, quand'anche
da formalizzarsi con provvedimenti di singoli Ministri,
siano oggetto di esame in Consiglio dei ministri;
4) la disciplina degli uffici di diretta
collaborazione dei Ministri, dei vice Ministri e dei
sottosegretari di Stato, con determinazione da parte del
Presidente del Consiglio dei ministri delle risorse
finanziarie destinate ai suddetti uffici, in relazione alle
attribuzioni e alle dimensioni dei rispettivi Ministeri,
anche al fine di garantire un'adeguata qualificazione
professionale del relativo personale, con eventuale
riduzione del numero e pubblicazione dei dati nei siti
istituzionali delle relative amministrazioni;
5) le competenze in materia di vigilanza sulle
agenzie governative nazionali, al fine di assicurare
l'effettivo esercizio delle attribuzioni della Presidenza
del Consiglio dei ministri, nel rispetto del principio di
separazione tra indirizzo politico e gestione;
6) razionalizzazione con eventuale soppressione
degli uffici ministeriali le cui funzioni si sovrappongono
a quelle proprie delle autorita' indipendenti e viceversa;
individuazione di criteri omogenei per la determinazione
del trattamento economico dei componenti e del personale
delle autorita' indipendenti, in modo da evitare maggiori
oneri per la finanza pubblica, salvaguardandone la relativa
professionalita'; individuazione di criteri omogenei di
finanziamento delle medesime autorita', tali da evitare
maggiori oneri per la finanza pubblica, mediante la
partecipazione, ove non attualmente prevista, delle imprese
operanti nei settori e servizi di riferimento, o comunque
regolate o vigilate;
7) introduzione di maggiore flessibilita' nella
disciplina relativa all'organizzazione dei Ministeri, da
realizzare con la semplificazione dei procedimenti di
adozione dei regolamenti di organizzazione, anche
modificando la competenza ad adottarli; introduzione di
modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
per consentire il passaggio dal modello dei dipartimenti a
quello del segretario generale e viceversa in relazione
alle esigenze di coordinamento; definizione dei predetti
interventi assicurando comunque la compatibilita'
finanziaria degli stessi, anche attraverso l'espressa
previsione della partecipazione ai relativi procedimenti
dei soggetti istituzionalmente competenti a tal fine;
d) con riferimento alle amministrazioni competenti in
materia di autoveicoli: riorganizzazione, ai fini della
riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati
relativi alla proprieta' e alla circolazione dei veicoli e
della realizzazione di significativi risparmi per l'utenza,
anche mediante trasferimento, previa valutazione della
sostenibilita' organizzativa ed economica, delle funzioni
svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con
conseguente introduzione di un'unica modalita' di
archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico
contenente i dati di proprieta' e di circolazione di
autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche
attraverso l'eventuale istituzione di un'agenzia o altra
struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative
funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente;
e) con riferimento alle Prefetture-Uffici
territoriali del Governo: a completamento del processo di
riorganizzazione, in combinato disposto con i criteri
stabiliti dall'art. 10 del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 135, ed in armonia con le previsioni contenute
nella legge 7 aprile 2014, n. 56, razionalizzazione della
rete organizzativa e revisione delle competenze e delle
funzioni attraverso la riduzione del numero, tenendo conto
delle esigenze connesse all'attuazione della legge 7 aprile
2014, n. 56, in base a criteri inerenti all'estensione
territoriale, alla popolazione residente, all'eventuale
presenza della citta' metropolitana, alle caratteristiche
del territorio, alla criminalita', agli insediamenti
produttivi, alle dinamiche socio-economiche, al fenomeno
delle immigrazioni sui territori fronte rivieraschi e alle
aree confinarie con flussi migratori; trasformazione della
Prefettura-Ufficio territoriale del Governo in Ufficio
territoriale dello Stato, quale punto di contatto unico tra
amministrazione periferica dello Stato e cittadini;
attribuzione al prefetto della responsabilita'
dell'erogazione dei servizi ai cittadini, nonche' di
funzioni di direzione e coordinamento dei dirigenti degli
uffici facenti parte dell'Ufficio territoriale dello Stato,
eventualmente prevedendo l'attribuzione allo stesso di
poteri sostitutivi, ferma restando la separazione tra
funzioni di amministrazione attiva e di controllo, e di
rappresentanza dell'amministrazione statale, anche ai fini
del riordino della disciplina in materia di conferenza di
servizi di cui all'art. 2; coordinamento e armonizzazione
delle disposizioni riguardanti l'Ufficio territoriale dello
Stato, con eliminazione delle sovrapposizioni e
introduzione delle modifiche a tal fine necessarie;
confluenza nell'Ufficio territoriale dello Stato di tutti
gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello
Stato; definizione dei criteri per l'individuazione e
l'organizzazione della sede unica dell'Ufficio territoriale
dello Stato; individuazione delle competenze in materia di
ordine e sicurezza pubblica nell'ambito dell'Ufficio
territoriale dello Stato, fermo restando quanto previsto
dalla legge 1° aprile 1981, n. 121; individuazione della
dipendenza funzionale del prefetto in relazione alle
competenze esercitate;
f) con riferimento a enti pubblici non economici
nazionali e soggetti privati che svolgono attivita'
omogenee: semplificazione e coordinamento delle norme
riguardanti l'ordinamento sportivo, con il mantenimento
della sua specificita'; riconoscimento delle peculiarita'
dello sport per persone affette da disabilita' e scorporo
dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) del
Comitato italiano paralimpico con trasformazione del
medesimo in ente autonomo di diritto pubblico senza oneri
aggiuntivi per la finanza pubblica, nella previsione che
esso utilizzi parte delle risorse finanziarie attualmente
in disponibilita' o attribuite al CONI e si avvalga per
tutte le attivita' strumentali, ivi comprese le risorse
umane, di CONI Servizi spa, attraverso un apposito
contratto di servizio; previsione che il personale
attualmente in servizio presso il Comitato italiano
paralimpico transiti in CONI Servizi spa; riorganizzazione,
razionalizzazione e semplificazione della disciplina
concernente le autorita' portuali di cui alla legge 28
gennaio 1994, n. 84, con particolare riferimento al numero,
all'individuazione di autorita' di sistema nonche' alla
governance tenendo conto del ruolo delle regioni e degli
enti locali e alla semplificazione e unificazione delle
procedure doganali e amministrative in materia di porti.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore del primo dei decreti legislativi di cui al comma
1, sono definiti i criteri per la ricognizione dettagliata
ed esaustiva, da effettuare decorso un anno dall'adozione
dei provvedimenti di riordino, accorpamento o soppressione
di cui al comma 1, lettera a), di tutte le funzioni e le
competenze attribuite alle amministrazioni pubbliche,
statali e locali, inclusi gli uffici e gli organismi
oggetto di riordino in conformita' al predetto comma 1, al
fine di semplificare l'esercizio delle funzioni pubbliche,
secondo criteri di trasparenza, efficienza, non
duplicazione ed economicita', e di coordinare e rendere
efficiente il rapporto tra amministrazione dello Stato ed
enti locali.
3. Per l'istituzione del numero unico europeo 112, di
cui al comma 1, lettera a), e' autorizzata la spesa di 10
milioni di euro per l'anno 2015, di 20 milioni di euro per
l'anno 2016 e di 28 milioni di euro annui dal 2017 al 2024.
Al relativo onere si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto
capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale
2015-2017, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e
speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno.
4. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
5. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono
adottati su proposta del Ministro delegato per la
semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze e con i
Ministri interessati, previa acquisizione del parere della
Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del
Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di
quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di
ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il
Governo puo' comunque procedere. Lo schema di ciascun
decreto legislativo e' successivamente trasmesso alle
Camere per l'espressione dei pareri delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e per i profili
finanziari e della Commissione parlamentare per la
semplificazione, che si pronunciano nel termine di sessanta
giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il
decreto legislativo puo' essere comunque adottato. Se il
termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che
precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o
successivamente, la scadenza medesima e' prorogata di
novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi
ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle
Camere con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi
di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti
per materia possono esprimersi sulle osservazioni del
Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della
nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono
comunque essere adottati.
6. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di
ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il
Governo puo' adottare, nel rispetto dei principi e criteri
direttivi e della procedura di cui al presente articolo,
uno o piu' decreti legislativi recanti disposizioni
integrative e correttive.
7. Nei territori delle regioni a statuto speciale e
delle province autonome di Trento e di Bolzano restano
ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi
forestali regionali e provinciali, anche con riferimento
alle funzioni di pubblica sicurezza e di polizia
giudiziaria, secondo la disciplina vigente in materia e
salve le diverse determinazioni organizzative, da assumere
con norme di attuazione degli statuti speciali, che
comunque garantiscano il coordinamento in sede nazionale
delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del
territorio e del mare, nonche' la sicurezza e i controlli
nel settore agroalimentare. Restano altresi' ferme le
funzioni attribuite ai presidenti delle suddette regioni e
province autonome in materia di funzioni prefettizie, in
conformita' a quanto disposto dai rispettivi statuti
speciali e dalle relative norme di attuazione.».
- Il decreto legislativo 17 ottobre 2016, n. 201
(Attuazione della direttiva 2014/89/UE che istituisce un
quadro per la pianificazione dello spazio marittimo) e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 novembre 2016, n.
260.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 15
febbraio 1952, n. 328 (Approvazione del regolamento per
l'esecuzione del codice della navigazione (Navigazione
marittima)) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21
aprile 1952, n. 94, S.O.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre
1997, n. 509 (Regolamento recante disciplina del
procedimento di concessione di beni del demanio marittimo
per la realizzazione di strutture dedicate alla nautica da
diporto, a norma dell'art. 20, comma 8, della legge 15
marzo 1997, n. 59) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
18 febbraio 1998, n. 40.
- Il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione 14 novembre 1994 (Identificazione dei servizi
di interesse generale nei porti da fornire a titolo oneroso
all'utenza portuale) e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
24 novembre 1994, n. 275.
- Si riporta l'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281 (Definizione ed ampliamento delle attribuzioni
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed
unificazione, per le materie ed i compiti di interesse
comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la
Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali):
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e
Conferenza unificata). - 1. La Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali e' unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita' montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione
nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente
dell'Unione province d'Italia - UPI ed il presidente
dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque
rappresentano le citta' individuate dall'art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche' rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e'
convocata dal Presidente del Consiglio dei ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal
Ministro dell'interno.».

Note all'art. 1:
- Si riporta l'art. 5, della citata legge 28 gennaio
1994, n. 84, come modificato dal presente decreto
legislativo:
«Art. 5 (Programmazione e realizzazione delle opere
portuali. Piano regolatore di sistema portuale e piano
regolatore portuale). - 1. Il piano regolatore di sistema
portuale e' lo strumento di pianificazione del sistema dei
porti ricompresi nelle circoscrizioni territoriali delle
Autorita' di sistema portuale di cui all'art. 6, comma 1.
Il piano si compone di un documento di pianificazione
strategica di sistema (DPSS) e dei piani regolatori
portuali di ciascun porto.
1-bis. Le Autorita' di sistema portuale redigono un
documento di pianificazione strategica di sistema, coerente
con il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica
(PGTL) e con gli orientamenti europei in materia di
portualita', logistica e reti infrastrutturali nonche' con
il Piano Strategico Nazionale della Portualita' e della
Logistica. Il documento di pianificazione strategica di
sistema:
a) definisce gli obiettivi di sviluppo e i contenuti
sistemici di pianificazione delle Autorita' di sistema
portuale;
b) individua e perimetra le aree destinate a funzioni
strettamente portuali e retro-portuali, le aree di
interazione porto-citta' e i collegamenti infrastrutturali
di ultimo miglio di tipo viario e ferroviario coi singoli
porti del sistema e gli attraversamenti del centro urbano;
c) prevede una relazione illustrativa che descrive
gli obiettivi e le scelte operate e i criteri seguiti nella
identificazione dei contenuti sistemici di pianificazione e
rappresentazioni grafiche in numero e scala opportuni, al
fine di descrivere l'assetto territoriale del sistema,
nonche' per assicurare una chiara e univoca identificazione
degli indirizzi, delle norme e delle procedure per la
redazione dei piani regolatori portuali di cui al comma
1-sexies.
1-ter. La pianificazione delle aree con funzione di
interazione porto-citta' definite dal documento di
pianificazione strategica di sistema e' stabilita dai
Comuni, previo parere della competente Autorita' di sistema
portuale.
1-quater. Il documento di pianificazione strategica di
sistema e':
a) sottoposto al parere di ciascun Comune
territorialmente interessato, che si esprime entro e non
oltre 45 giorni dal ricevimento dell'atto;
b) e' adottato dal Comitato di Gestione e approvato
nei successivi 60 giorni dalla Regione, previa intesa con
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che si
esprime sentita la Conferenza nazionale di cui all'art.
11-ter.
1-quinquies. Ai fini dell'ottenimento dell'intesa di
cui al comma 1-quater, lettera b), il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti puo' convocare una
conferenza dei servizi, ai sensi dell'art. 14-quater della
legge 7 agosto 1990, n. 241. In caso di dissenso tra le
amministrazioni partecipanti alla conferenza dei servizi,
si applicano le diposizioni di cui all'art. 14-quinquies
della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il documento di
pianificazione strategica di sistema delle Autorita' di
sistema portuale di cui al comma 1-bis, la cui
circoscrizione territoriale e' ricompresa in piu' Regioni,
e' approvato con atto della Regione ove ha sede l'Autorita'
di sistema portuale, previa intesa con le Regioni nel cui
territorio sono ricompresi gli altri porti amministrati
dalla stessa Autorita' di sistema portuale e con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Le varianti
al documento di pianificazione strategica di sistema sono
approvate con il medesimo procedimento previsto per
l'adozione dello stesso.
1-sexies. Nei singoli porti ricompresi nelle
circoscrizioni territoriali delle Autorita' di sistema
portuale di cui all'art. 6 comma 1, l'ambito e l'assetto
complessivo delle aree destinate a funzioni strettamente
portuali e retro-portuali e agli assi di collegamento
viario e ferroviario, come individuate nel documento di
pianificazione strategica di sistema approvato, quali
quelle destinate alle attivita' commerciali e
crocieristiche, al diporto, alla produzione industriale,
all'attivita' cantieristica e alle infrastrutture stradali
e ferroviarie, sono delimitati e disegnati dal piano
regolatore portuale (PRP), che individua analiticamente
anche le caratteristiche e la destinazione funzionale delle
aree interessate.
2. I piani regolatori portuali di cui al comma 1-sexies
sono redatti in attuazione del Piano Strategico Nazionale
della Portualita' e della Logistica e del documento di
pianificazione strategica e di sistema nonche' in
conformita' alle Linee guida emanate dal Consiglio
Superiore dei Lavori pubblici e approvate dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti. I piani regolatori
portuali declinano gli obiettivi, le previsioni, gli
elementi, i contenuti e le strategie di ciascun scalo
marittimo, delineando anche l'assetto complessivo delle
opere di grande infrastrutturazione.
2-bis. Nel caso di strutture o ambiti idonei, allo
stato sottoutilizzati o non diversamente utilizzabili per
funzioni portuali di preminente interesse pubblico, e'
valutata con priorita' la finalizzazione delle predette
strutture e ambiti ad approdi turistici come definiti
dall'art. 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 509.
2-ter. I piani regolatori portuali individuano le
strutture o ambiti portuali di cui al comma 2-bis da
destinarsi al ricovero a secco di imbarcazioni da diporto
fino a 12 metri e di natanti da diporto.
2-quater. Nei porti di cui al comma 1-sexies ricompresi
nelle circoscrizioni territoriali dell'Autorita' di sistema
portuale, il piano regolatore portuale, corredato del
rapporto ambientale di cui al decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, e':
a) adottato dal Comitato di gestione di cui all'art.
9, previa intesa con i Comuni territorialmente interessati
con riferimento esclusivo alla pianificazione delle aree
destinate a funzioni di interazione porto-citta'. I comuni
si esprimono entro e non oltre 45 giorni dal ricevimento
dell'atto;
b) inviato successivamente per il parere di
competenza al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, che
si esprime entro 90 giorni dal ricevimento dell'atto;
c) approvato, esaurita la procedura di cui al
presente comma e quella di cui al comma 3-ter, dalla
Regione interessata entro 40 giorni decorrenti dalla
conclusione della procedura VAS.
2-quinquies. Ai fini dell'ottenimento dell'intesa di
cui al comma 2-quater, lettera a), la Regione, ovvero il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in caso di
Autorita' di sistema portuale interregionale, puo'
convocare una conferenza dei servizi, ai sensi dell'art.
14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241. In caso di
dissenso tra le amministrazioni partecipanti alla
conferenza dei servizi, si applicano le diposizioni di cui
all'art. 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2-sexies. Le previsioni del piano regolatore portuale
non possono contrastare con gli strumenti urbanistici
vigenti.
3. Nei porti di cui alla categoria II, classe III, con
esclusione di quelli aventi le funzioni di cui all'art. 4,
comma 3, lettera e), l'ambito e l'assetto complessivo del
porto, ivi comprese le aree destinate alla produzione
industriale, all'attivita' cantieristica e alle
infrastrutture stradali e ferroviarie, sono delimitati e
disegnati dal piano regolatore portuale, che individua,
altresi', le caratteristiche e la destinazione funzionale
delle aree interessate.
3-bis. Nei porti di cui al comma 3, nei quali non e'
istituita l'Autorita' di sistema portuale, il piano
regolatore e' adottato e approvato dalla Regione di
pertinenza o, ove istituita, dall'Autorita' di sistema
portuale regionale, previa intesa con il Comune o i Comuni
interessati, ciascuno per il proprio ambito di competenza,
nel rispetto delle normative vigenti e delle proprie norme
regolamentari. Sono fatte salve, altresi', le disposizioni
legislative regionali vigenti in materia di pianificazione
dei porti di interesse regionale.
3-ter. I piani regolatori portuali sono sottoposti, ai
sensi della normativa vigente in materia, alla procedura di
VAS.
4. Il Presidente dell'Autorita' di sistema portuale,
autonomamente o su richiesta della Regione o del Comune
interessato, puo' promuovere e proporre al Comitato di
gestione, per la successiva adozione, varianti-stralcio al
piano regolatore portuale concernenti la qualificazione
funzionale di porzioni del singolo scalo marittimo.
4-bis. Le varianti-stralcio al piano regolatore
portuale di cui al comma 4, relative al singolo scalo
marittimo, sono sottoposte al procedimento previsto per
l'approvazione del piano regolatore portuale e alla
procedura di verifica di assoggettabilita' a VAS, ai sensi
dell'art. 12 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
4-ter. Le varianti-stralcio di cui al comma 4 relative
ai porti ricompresi in una Autorita' di sistema portuale,
la cui circoscrizione territoriale ricade in piu' Regioni,
sono approvate con atto della Regione nel cui territorio e'
ubicato il porto oggetto di variante-stralcio, sentite le
Regioni nel cui territorio sono ricompresi gli altri porti
amministrati dalla medesima Autorita' di sistema portuale.
5. Le modifiche che non alterano in modo sostanziale la
struttura del piano regolatore portuale in termini di
obiettivi, scelte strategiche e caratterizzazione
funzionale delle aree portuali, relativamente al singolo
scalo marittimo, costituiscono adeguamenti
tecnico-funzionali del piano regolatore portuale. Gli
adeguamenti tecnico-funzionali sono adottati dal Comitato
di gestione dell'Autorita' di sistema portuale, previa
acquisizione della dichiarazione di non contrasto con gli
strumenti urbanistici vigenti da parte del Comune o dei
Comuni interessati. E' successivamente acquisito il parere
del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che si esprime
entro 45 giorni, decorrenti dalla ricezione della proposta
di adeguamento tecnico-funzionale. L'adeguamento
tecnico-funzionale e' approvato con atto della Regione nel
cui territorio e' ubicato il porto interessato
dall'adeguamento medesimo.
5-bis. L'esecuzione delle opere nei porti da parte
della Autorita' di sistema portuale e' autorizzata ai sensi
della normativa vigente. Fatto salvo quanto previsto dal
presente articolo, nonche' dalle norme vigenti in materia
di autorizzazione di impianti e infrastrutture energetiche,
nonche' di opere ad essi connesse, l'esecuzione di opere
nei porti da parte di privati e' autorizzata, sotto tutti i
profili rilevanti, in esito ad apposita conferenza di
servizi convocata dalla autorita' di sistema portuale o,
laddove non istituita, dalla autorita' marittima, ai sensi
dell'art. 14-quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, cui
sono chiamate tutte le Amministrazioni competenti. In caso
di dissenso tra le amministrazioni partecipanti alla
conferenza dei servizi, si applicano le diposizioni di cui
all'art. 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. All'art. 88 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, il n. 1) e' sostituito
dal seguente:
"1) le opere marittime relative ai porti di cui alla
categoria I e alla categoria II, classe I, e le opere di
preminente interesse nazionale per la sicurezza dello Stato
e della navigazione nonche' per la difesa delle coste".
7. Sono di competenza regionale le funzioni
amministrative concernenti le opere marittime relative ai
porti di cui alla categoria II, classi II e III.
8. Spetta allo Stato l'onere per la realizzazione delle
opere nei porti di cui alla categoria I e per la
realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione nei
porti di cui alla categoria II, classi I e II. Le regioni,
il comune interessato o l'autorita' di sistema portuale
possono comunque intervenire con proprie risorse, in
concorso o in sostituzione dello Stato, per la
realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione nei
porti di cui alla categoria II, classi I e II. Spetta alla
regione o alle regioni interessate l'onere per la
realizzazione delle opere di grande infrastrutturazione nei
porti di cui alla categoria II, classe III. Le autorita' di
sistema portuale, a copertura dei costi sostenuti per le
opere da esse stesse realizzate, possono imporre
soprattasse a carico delle merci imbarcate o sbarcate,
oppure aumentare l'entita' dei canoni di concessione.
9. Sono considerate opere di grande infrastrutturazione
le costruzioni di canali marittimi, di dighe foranee di
difesa, di darsene, di bacini e di banchine attrezzate,
nonche' l'escavazione e l'approfondimento dei fondali. I
relativi progetti sono approvati dal Consiglio superiore
dei lavori pubblici.
10. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
sulla base delle proposte contenute nei piani operativi
triennali predisposti dalle autorita' di sistema portuale,
ai sensi dell'art. 9, comma 3, lettera a), individua
annualmente le opere di cui al comma 9 del presente
articolo, da realizzare nei porti di cui alla categoria II,
classi I e II.
11. Per gli interventi da attuarsi dalle regioni, in
conformita' ai piani regionali dei trasporti o ai piani di
sviluppo economico-produttivo, il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti emana direttive di
coordinamento.
11-bis.
11-ter.
11-quater.
11-quinquies.
11-sexies.».
- Per il testo dell'art. 6 della citata legge 28
gennaio 1994, n. 84, come modificato dall'art. 2 del
presente decreto legislativo, e per i riferimenti
normativi, si vedano le note all'art. 2.
- Per il testo dell'art. 11-ter della citata legge 28
gennaio 1994, n. 84, come modificato dall'art. 9 del
presente decreto legislativo, si vedano le note all'art. 9.
- Si riportano, per opportuna conoscenza, gli articoli
14-quater e 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241
(Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi):
«Art. 14-quater (Decisione della conferenza di
servizi). - 1. La determinazione motivata di conclusione
della conferenza, adottata dall'amministrazione procedente
all'esito della stessa, sostituisce a ogni effetto tutti
gli atti di assenso, comunque denominati, di competenza
delle amministrazioni e dei gestori di beni o servizi
pubblici interessati.
2. Le amministrazioni i cui atti sono sostituiti dalla
determinazione motivata di conclusione della conferenza
possono sollecitare con congrua motivazione
l'amministrazione procedente ad assumere, previa indizione
di una nuova conferenza, determinazioni in via di
autotutela ai sensi dell'art. 21-nonies. Possono altresi'
sollecitarla, purche' abbiano partecipato, anche per il
tramite del rappresentante di cui ai commi 4 e 5 dell'art.
14-ter, alla conferenza di servizi o si siano espresse nei
termini, ad assumere determinazioni in via di autotutela ai
sensi dell'art. 21-quinquies.
3. In caso di approvazione unanime, la determinazione
di cui al comma 1 e' immediatamente efficace. In caso di
approvazione sulla base delle posizioni prevalenti,
l'efficacia della determinazione e' sospesa ove siano stati
espressi dissensi qualificati ai sensi dell'art.
14-quinquies e per il periodo utile all'esperimento dei
rimedi ivi previsti.
4. I termini di efficacia di tutti i pareri,
autorizzazioni, concessioni, nulla osta o atti di assenso
comunque denominati acquisiti nell'ambito della conferenza
di servizi decorrono dalla data della comunicazione della
determinazione motivata di conclusione della conferenza.».
«Art. 14-quinquies (Rimedi per le amministrazioni
dissenzienti). - 1. Avverso la determinazione motivata di
conclusione della conferenza, entro 10 giorni dalla sua
comunicazione, le amministrazioni preposte alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali
o alla tutela della salute e della pubblica incolumita' dei
cittadini possono proporre opposizione al Presidente del
Consiglio dei ministri a condizione che abbiano espresso in
modo inequivoco il proprio motivato dissenso prima della
conclusione dei lavori della conferenza. Per le
amministrazioni statali l'opposizione e' proposta dal
Ministro competente.
2. Possono altresi' proporre opposizione le
amministrazioni delle regioni o delle province autonome di
Trento e di Bolzano, il cui rappresentante, intervenendo in
una materia spettante alla rispettiva competenza, abbia
manifestato un dissenso motivato in seno alla conferenza.
3. La proposizione dell'opposizione sospende
l'efficacia della determinazione motivata di conclusione
della conferenza.
4. La Presidenza del Consiglio dei ministri indice, per
una data non posteriore al quindicesimo giorno successivo
alla ricezione dell'opposizione, una riunione con la
partecipazione delle amministrazioni che hanno espresso il
dissenso e delle altre amministrazioni che hanno
partecipato alla conferenza. In tale riunione i
partecipanti formulano proposte, in attuazione del
principio di leale collaborazione, per l'individuazione di
una soluzione condivisa, che sostituisca la determinazione
motivata di conclusione della conferenza con i medesimi
effetti.
5. Qualora alla conferenza di servizi abbiano
partecipato amministrazioni delle regioni o delle province
autonome di Trento e di Bolzano, e l'intesa non venga
raggiunta nella riunione di cui al comma 4, puo' essere
indetta, entro i successivi quindici giorni, una seconda
riunione, che si svolge con le medesime modalita' e allo
stesso fine.
6. Qualora all'esito delle riunioni di cui ai commi 4 e
5 sia raggiunta un'intesa tra le amministrazioni
partecipanti, l'amministrazione procedente adotta una nuova
determinazione motivata di conclusione della conferenza.
Qualora all'esito delle suddette riunioni, e comunque non
oltre quindici giorni dallo svolgimento della riunione,
l'intesa non sia raggiunta, la questione e' rimessa al
Consiglio dei ministri. La questione e' posta, di norma,
all'ordine del giorno della prima riunione del Consiglio
dei ministri successiva alla scadenza del termine per
raggiungere l'intesa. Alla riunione del Consiglio dei
ministri possono partecipare i Presidenti delle regioni o
delle province autonome interessate. Qualora il Consiglio
dei ministri non accolga l'opposizione, la determinazione
motivata di conclusione della conferenza acquisisce
definitivamente efficacia. Il Consiglio dei ministri puo'
accogliere parzialmente l'opposizione, modificando di
conseguenza il contenuto della determinazione di
conclusione della conferenza, anche in considerazione degli
esiti delle riunioni di cui ai commi 4 e 5.
7. Restano ferme le attribuzioni e le prerogative
riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle
province autonome di Trento e Bolzano dagli statuti
speciali di autonomia e dalle relative norme di
attuazione.».
- Si riporta, per opportuna conoscenza, l'art. 2 del
decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n.
509 (Regolamento recante disciplina del procedimento di
concessione di beni del demanio marittimo per la
realizzazione di strutture dedicate alla nautica da
diporto, a norma dell'art. 20, comma 8, della L. 15 marzo
1997, n. 59):
«Art. 2 (Definizioni). - 1. Sono strutture dedicate
alla nautica da diporto:
a) il "porto turistico", ovvero il complesso di
strutture amovibili ed inamovibili realizzate con opere a
terra e a mare allo scopo di servire unicamente o
precipuamente la nautica da diporto ed il diportista
nautico, anche mediante l'apprestamento di servizi
complementari;
b) l'"approdo turistico", ovvero la porzione dei
porti polifunzionali aventi le funzioni di cui all'art. 4,
comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84 , destinata a
servire la nautica da diporto ed il diportista nautico,
anche mediante l'apprestamento di servizi complementari;
c) i "punti d'ormeggio", ovvero le aree demaniali
marittime e gli specchi acquei dotati di strutture che non
importino impianti di difficile rimozione, destinati
all'ormeggio, alaggio, varo e rimessaggio, anche a secco,
di piccole imbarcazioni e natanti da diporto.
2. La concessione demaniale marittima per la
realizzazione delle strutture dedicate alla nautica da
diporto di cui al comma 1, lettere a) e b), e' rilasciata:
a) con atto approvato dal direttore marittimo, nel
caso di concessioni di durata non superiore a quindici
anni;
b) con atto approvato dal dirigente generale preposto
alla Direzione generale del demanio marittimo e dei porti
del Ministero dei trasporti e della navigazione, nel caso
di concessioni di durata superiore a quindici anni.
3. Qualora la concessione ricada nella circoscrizione
territoriale di una autorita' portuale, e' rilasciata dal
presidente ai sensi dell'art. 8, comma 3, lettera h), della
legge 28 gennaio 1994, n. 84 , e l'attivita' istruttoria di
competenza dell'autorita' marittima e' curata dal
segretario generale.».
- Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme
in materia ambientale) e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88, S.O. n. 96/L.
- Per il testo dell'art. 9 della legge 28 gennaio 1994,
n. 84 (Riordino della legislazione in materia portuale),
come modificato dall'art. 6 del presente decreto
legislativo, e per i riferimenti normativi, si vedano le
note all'art. 6.
- Si riporta, per opportuna conoscenza, l'art. 4 della
citata legge 28 gennaio 1994, n. 84:
«Art. 4 (Classificazione dei porti). - 1. I porti
marittimi nazionali sono ripartiti nelle seguenti categorie
e classi:
a) categoria I: porti, o specifiche aree portuali,
finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza dello
Stato;
b) categoria II, classe I: porti, o specifiche aree
portuali, di rilevanza economica internazionale;
c) categoria II, classe II: porti, o specifiche aree
portuali, di rilevanza economica nazionale;
d) categoria II, classe III; porti, o specifiche aree
portuali, di rilevanza economica regionale e
interregionale.
1-bis. I porti sede di autorita' di sistema portuale
appartengono comunque ad una delle prime due classi della
categoria II.
2. Il Ministro della difesa, con proprio decreto,
emanato di concerto con il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, determina le caratteristiche e procede alla
individuazione dei porti o delle specifiche aree portuali
di cui alla categoria I. Con lo stesso provvedimento sono
disciplinate le attivita' nei porti di I categoria e
relative baie, rade e golfi.
3. I porti, o le specifiche aree portuali di cui alla
categoria II, classi I, II e III, hanno le seguenti
funzioni:
a) commerciale e logistica;
b) industriale e petrolifera;
c) di servizio passeggeri, ivi compresi i
crocieristi;
d) peschereccia;
e) turistica e da diporto.
4. Le caratteristiche dimensionali, tipologiche e
funzionali dei porti di cui alla categoria II, classi I, II
e III, e l'appartenenza di ogni scalo alle classi medesime
sono determinate, sentite le autorita' di sistema portuale
o, laddove non istituite, le autorita' marittime, con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
con particolare riferimento all'attuale e potenziale bacino
di utenza internazionale o nazionale, tenendo conto dei
seguenti criteri:
a) entita' del traffico globale e delle rispettive
componenti;
b) capacita' operativa degli scali derivante dalle
caratteristiche funzionali e dalle condizioni di sicurezza
rispetto ai rischi ambientali degli impianti e delle
attrezzature, sia per l'imbarco e lo sbarco dei passeggeri
sia per il carico, lo scarico, la manutenzione e il
deposito delle merci nonche' delle attrezzature e dei
servizi idonei al rifornimento, alla manutenzione, alla
riparazione ed alla assistenza in genere delle navi e delle
imbarcazioni;
c) livello ed efficienza dei servizi di collegamento
con l'entroterra.
5. Ai fini di cui al comma 4 il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti predispone, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno schema di decreto, che e' trasmesso alle
regioni, le quali esprimono parere entro i successivi
novanta giorni. Decorso inutilmente tale termine si intende
che il parere sia reso in senso favorevole. Lo schema di
decreto, con le eventuali modificazioni apportate a seguito
del parere delle regioni, e' successivamente trasmesso alla
Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica per
l'espressione del parere, nei termini previsti dai
rispettivi regolamenti, da parte delle Commissioni
permanenti competenti per materia; decorsi i predetti
termini il Ministro dei trasporti e della navigazione
adotta il decreto in via definitiva.
6. La revisione delle caratteristiche dimensionali,
tipologiche e funzionali di cui al comma 4, nonche' della
classificazione dei singoli scali, avviene su iniziativa
delle autorita' di sistema portuale o, laddove non
istituite, delle autorita' marittime, delle regioni o del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con la
procedura di cui al comma 5.».
- Si riporta, per opportuna conoscenza, l'art. 12 del
citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152:
«Art. 12 (Verifica di assoggettabilita'). - 1. Nel caso
di piani e programmi di cui all'art. 6, commi 3 e 3-bis,
l'autorita' procedente trasmette all'autorita' competente,
su supporto informatico ovvero, nei casi di particolare
difficolta' di ordine tecnico, anche su supporto cartaceo,
un rapporto preliminare comprendente una descrizione del
piano o programma e le informazioni e i dati necessari alla
verifica degli impatti significativi sull'ambiente
dell'attuazione del piano o programma, facendo riferimento
ai criteri dell'allegato I del presente decreto.
2. L'autorita' competente in collaborazione con
l'autorita' procedente, individua i soggetti competenti in
materia ambientale da consultare e trasmette loro il
documento preliminare per acquisirne il parere. Il parere
e' inviato entro trenta giorni all'autorita' competente ed
all'autorita' procedente.
3. Salvo quanto diversamente concordato dall'autorita'
competente con l'autorita' procedente, l'autorita'
competente, sulla base degli elementi di cui all'allegato I
del presente decreto e tenuto conto delle osservazioni
pervenute, verifica se il piano o programma possa avere
impatti significativi sull'ambiente.
4. L'autorita' competente, sentita l'autorita'
procedente, tenuto conto dei contributi pervenuti, entro
novanta giorni dalla trasmissione di cui al comma 1, emette
il provvedimento di verifica assoggettando o escludendo il
piano o il programma dalla valutazione di cui agli articoli
da 13 a 18 e, se del caso, definendo le necessarie
prescrizioni.
5. Il risultato della verifica di assoggettabilita',
comprese le motivazioni, e' pubblicato integralmente nel
sito web dell'autorita' competente.
6. La verifica di assoggettabilita' a VAS ovvero la VAS
relativa a modifiche a piani e programmi ovvero a strumenti
attuativi di piani o programmi gia' sottoposti
positivamente alla verifica di assoggettabilita' di cui
all'art. 12 o alla VAS di cui agli artt. da 12 a 17, si
limita ai soli effetti significativi sull'ambiente che non
siano stati precedentemente considerati dagli strumenti
normativamente sovraordinati.»

 


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