test banner

1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 33 del 18-8-2021

N. 34 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 13 luglio 202

N. 34 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 13 luglio 2021 Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 13 luglio 2021 (del Presidente del Consiglio dei ministri). Bilancio e contabilita' pubblica - Norme della Regione Basilicata - Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2021-2023 - Composizione e copertura del disavanzo presunto. Bilancio e contabilita' pubblica - Norme della Regione Basilicata - Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2021-2023 - Modalita' di copertura del disavanzo di amministrazione relativo agli esercizi 2018 e 2019. - Legge della Regione Basilicata 6 maggio 2021, n. 20 (Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2021-2023), e, in particolare, art. 1, punto [recte: comma] 3, nonche' il richiamato allegato O; e art. 4, nonche' il richiamato allegato n. 7 (rectius: n. 8). (21C00170) (GU 1a Serie Speciale - Corte Costituzionale n.33 del 18-8-2021

Ricorso ex art. 127 della Costituzione del Presidente del
Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso ex lege
dall'Avvocatura generale dello Stato presso i cui uffici e'
domiciliato in Roma alla via dei Portoghesi, 12;
Contro la Regione Basilicata, in persona del Presidente della
Giunta regionale pro tempore, per la declaratoria di illegittimita'
costituzionale della legge regionale Basilicata 6 maggio 2021, n. 20
ed in particolare:
dell'art. 1, punto 3, nonche' del richiamato Allegato O;
dell'art. 4, nonche' del richiamato Allegato n. 8 (erroneamente
indicato come Allegato 7), come da delibera del Consiglio dei
Ministri in data 24 giugno 2021.
Sul B.U.R. Basilicata 6 maggio 2021, n. 41, numero speciale, e'
stata pubblicata la legge regionale 6 maggio 2021, n. 20, recante
«Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2021-2023.».
L'art. 1, punto 3, della predetta legge recita: «L'allegato 02
alla legge regionale 9 dicembre 2020, n. 40 e' sostituito con
l'allegato O alla presente legge».
L'art. 4 della predetta legge recita: (Disavanzo di
amministrazione presunto). - 1. Il disavanzo di amministrazione
presunto riveniente da esercizi precedenti viene ripianato secondo
quanto previsto nell'allegato n. 7, accluso all'allegato N di cui
alla lettera n), del comma 2, dell'articolo 1 della presente legge,
in applicazione del disposto di cui all'articolo 42 del decreto
legislativo n. 118 del 2011».
Il Presidente del Consiglio ritiene che le disposizioni contenute
nell'articolo art. 1, punto 3, nonche' del richiamato Allegato O e
nell'articolo 4, nonche' del richiamato Allegato n. 7 (rectius: n.
8), siano incostituzionali per violazione dell'articolo 117, secondo
comma, lettera e), della Costituzione, riguardante la potesta'
legislativa esclusiva dello Stato in materia di armonizzazione dei
bilanci pubblici.
Pertanto, si propone questione di legittimita' costituzionale ai
sensi dell'art. 127, comma 1 della Costituzione per i seguenti

Motivi

1) Illegittimita' dell'art. 4 legge regionale Basilicata n. 20 del
2021 e del prospetto allegato 8 (erroneamente indicato nell'art. 4
legge regionale citata quale allegato 7) all'allegato N, per
contrasto con il decreto legislativo n. 118 del 2011 - art. 42, comma
12 - (norma interposta) e con l'art. 117, secondo comma, lettera e)
della Costituzione.
L'articolo 4 disciplina il ripiano del disavanzo di
amministrazione presunto al 31 dicembre 2020 richiamando quanto
previsto nell'allegato 7 all'allegato N (Nota integrativa) della
legge in esame con modalita' di copertura non conformi al decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante «Disposizioni in materia
di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio
delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli
articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42».
Preliminarmente, si precisa che le precedenti disposizioni sulla
materia contenute nelle leggi regionali della Regione Basilicata sono
gia' state impugnate dal Presidente del Consiglio per rilievi di
natura analoga con ricorsi ex art. 127 Cost. per l'annullamento
rispettivamente della:
legge regionale n. 40/2020 (Prima variazione al Bilancio di
previsione 2020- 2022), impugnata con ricorso iscritto al n.
7/2021/RR di codesta Corte, con udienza pubblicata fissata al 9
novembre 2021, in quanto con tale legge la Regione ripianava i
disavanzi di amministrazione relativi agli esercizi 2018 e 2019 fino
al termine della legislatura, previsto nel 2024, invece che entro gli
esercizi considerati nel bilancio di previsione, in contrasto con
l'art. 42 del citato decreto legislativo n. 118/2011;
legge regionale n. 8/2021 (Rendiconto generale per
l'esercizio finanziario 2018), impugnata con ricorso ex art. 127
Cost. notificato in data 12 maggio 2021 e depositato in data 18
maggio 2021, in quanto con tale legge la Regione esponeva un piano
di' rientro del disavanzo 2018 articolato sugli esercizi 2019 - 2022,
invece che entro l'esercizio 2021, in contrasto con il principio
contabile applicato 9.2.28 dell'Allegato 4/2 del decreto legislativo
n. 118/2011 (applicabile anche alla legge odierna sotto esame, come
dedotto infra).
Cio' premesso, per quanto concerne la legge regionale che si
impugna col presente atto, l'art. 4 prevede che il disavanzo di
amministrazione presunto rinveniente da esercizi precedenti venga
ripianato secondo quanto previsto dall'Allegato 7, accluso
all'allegato N (Nota integrativa), di cui alla lettera n) dell'art.
1, comma 2 (allegati al bilancio) della legge in esame.
Tuttavia il predetto Allegato 7 all'Allegato N, riportato a pag.
158 del Bollettino regionale n. 41/2021, espone la tabella che si
riproduce fotograficamente:


Parte di provvedimento in formato grafico


Come gia' accennato, il riferimento all'Allegato 7 - recante
«Elenco analitico delle risorse accantonate nel risultato di
amministrazione 2020» - appare il frutto di un errore, perche'
chiaramente il legislatore regionale intendeva riferirsi all'Allegato
8 della Nota integrativa, questo si', relativo al disavanzo presunto
e alle relative modalita' di copertura, come risulta dalla lettura
della tabella che si riproduce fotograficamente:


Parte di provvedimento in formato grafico


Il merito della questione riguarda l'articolazione del
ripianamento del disavanzo, dalle Tabelle dell'Allegato 8 si evince
che le quote del recupero del disavanzo sono state distribuite nel
triennio 2021, 2022 e 2023.
Oltre a cio' non risulta l'approvazione del piano di rientro del
disavanzo con apposita delibera consiliare e l'allegazione della
delibera al bilancio preventivo in esame.
Pertanto, lo stato di attuazione del piano e' solo quello
risultante dalle citate tabelle allegate alla Nota integrativa.
Ora, il principio applicato 9.2.27 dell'Allegato 4/2 del decreto
legislativo n. 118/2011 prevede che «Anche con riferimento al
disavanzo di amministrazione presunto, se non e' migliorato rispetto
al risultato di amministrazione dell'esercizio precedente di un
importo almeno pari a quello iscritto alla voce "Disavanzo di
amministrazione" del precedente bilancio di previsione per il
medesimo esercizio, le quote del disavanzo applicate al bilancio e
presumibilmente non recuperate sono interamente applicate al primo
esercizio del bilancio di previsione nel quale e' stato determinato
il risultato di amministrazione presunto, in aggiunta alle quote del
recupero previste dai piani di rientro in corso di gestione con
riferimento a tale esercizio, mentre l'eventuale ulteriore disavanzo
presunto e' ripianato [...] dalle Regioni negli esercizi considerati
nel bilancio di previsione, in ogni caso non oltre la durata della
consiliatura/legislatura regionale». (1)
Inoltre, il principio applicato 9.2.28 del medesimo Allegato 4/2
del decreto legislativo n. 118/2011 dispone che: «il disavanzo di
amministrazione di un esercizio non applicato al bilancio e non
ripianato a causa della tardiva approvazione del rendiconto o di una
successiva rideterminazione del disavanzo gia' approvato, ad esempio
a seguito di sentenza, e' assimilabile al disavanzo non ripianato di
cui alla lettera b) del paragrafo 9.2.26, ed e' ripianato
applicandolo per l'intero importo all'esercizio in corso di gestione.
[...] E' tardiva l'approvazione del rendiconto che non consente
l'applicazione del disavanzo al bilancio dell'esercizio successivo a
quello in cui il disavanzo si e' formato» (2) .
Da quanto si evince dall'Allegato 8 della Nota integrativa
allegata al bilancio di previsione in esame, della «quota del
disavanzo da ripianare nell'esercizio precedente», pari ad euro
67.891.976,83 non e' stato ripianato l'importo di euro 62.138.950,00
(«ripiano del disavanzo non effettuato nell'esercizio precedente»,
2019) che deve essere, quindi, applicato all'esercizio 2021.
Il disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio precedente,
pari ad euro 831.481,15, ai sensi dell'art. 42, comma 12, del decreto
legislativo n. 118/2011, «puo' anche essere ripianato negli esercizi
considerati nel bilancio di previsione, in ogni caso non oltre la
durata della legislatura regionale, contestualmente all'adozione di
una delibera consiliare avente ad oggetto il piano di rientro dal
disavanzo nel quale siano individuati i provvedimenti necessari a
ripristinare il pareggio. Il piano di rientro e' sottoposto al parere
del collegio dei revisori».
Tuttavia non risulta - al momento - che la Regione abbia
approvato alcuna delibera consiliare, in applicazione della sopra
illustrata norma statale di riferimento.
A tali rilievi e' opportuno aggiungere la considerazione che
l'allungamento dei tempi di recupero del disavanzo presenta profili
di incostituzionalita', in contrasto con l'orientamento della Corte,
che ha infatti dichiarato l'illegittimita' costituzionale di
soluzioni normative che prescrivono il riassorbimento dei disavanzi
in archi temporali lunghi e differenziati, ben oltre il ciclo di
bilancio ordinario, con possibili ricadute negative anche in termini
di equita' intergenerazionale (sentenze n. 107/2016, n. 279/2016, n.
6/2017 e n. 18/2019, da ultimo confermate dalla sentenza n. 80 del
2021).
Alla luce di quanto esposto, e ai sensi dei principi applicati
sopra illustrati, le Tabelle relative alla composizione e copertura
del disavanzo presunto rappresentate nella Nota integrativa (Allegato
8) e le conseguenti registrazioni contabili riguardanti
l'applicazione del disavanzo al bilancio di previsione, non appaiono
conformi alle disposizioni del decreto legislativo n. 118/2011, che
disciplina l'armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di
bilancio delle Regioni e conseguentemente violano l'art. 117, secondo
comma, lettera e) Cost. riguardante la potesta' legislativa esclusiva
dello Stato in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici.
2) Illegittimita' dell'art. 1, punto 3, legge regionale Basilicata n.
20 del 2021 e del prospetto allegato O, per contrasto con il decreto
legislativo n. 118 del 2011 - art. 42, comma 12 - (norma interposta)
e con l'art. 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione.
L'articolo 1, comma 3 della legge regionale n. 20/2021
sostituisce l'allegato 02 della legge regionale n. 40/2020 mediante
l'allegato O della stessa lege regionale, riguardante la composizione
e le modalita' di copertura del disavanzo di amministrazione al 31
dicembre 2019.
La disposizione ha evidentemente lo scopo di superare la legge
regionale n. 40/2020, gia' impugnata dinnanzi alla Corte dal
Presidente del Consiglio, con ricorso iscritto al n. 7/2021/RR (per
il quale risulta fissata udienza pubblica al 9 novembre 2021).
In particolare, il predetto Allegato O (recante «Analisi e
modalita' di copertura del disavanzo»), riportato a pag. 196 del
Bollettino regionale n. 41/2021, espone la menzionata tabella
«Modalita' copertura del disavanzo», che si riproduce
fotograficamente:


Parte di provvedimento in formato grafico


Dall'esame della tabella sopra riportata, emerge come la stessa
non appaia idonea a superare i motivi di impugnativa contenuti nel
precedente ricorso, in quanto nel nuovo allegato O e' previsto
nuovamente un ripiano dei disavanzi pregressi fino all'esercizio
2024, in tal modo riproducendo una tempistica gia' censurata con
l'impugnativa della legge regionale n. 40/2020.
La suddetta Tabella, alla sezione «Copertura del disavanzo
presunto per esercizio», evidenzia piani di rientro per i disavanzi
2018 e 2019 che continuano a non rispettare l'art. 42, comma 12, del
decreto legislativo n. 118/2011, il quale dispone che «L'eventuale
disavanzo di amministrazione accertato ai sensi del comma 1, a
seguito dell'approvazione del rendiconto, al netto del debito
autorizzato e non contratto di cui all'art. 40, comma 1, e' applicato
al primo esercizio del bilancio di previsione dell'esercizio in corso
di gestione. La mancata variazione di bilancio che, in corso di
gestione, applica il disavanzo al bilancio e' equiparata a tutti gli
effetti alla mancata approvazione del rendiconto di gestione. Il
disavanzo di amministrazione puo' anche essere ripianato negli
esercizi considerati nel bilancio di previsione, in ogni caso non
oltre la durata della legislatura regionale, contestualmente
all'adozione di una delibera consiliare avente ad oggetto il piano di
rientro dal disavanzo nel quale siano individuati i provvedimenti
necessari a ripristinare il pareggio. Il piano di rientro e'
sottoposto al parere del collegio dei revisori».
La citata norma interposta non appare rispettata dalla legge
regionale, in quanto i piani di rientro per i disavanzi 2018 e 2019,
riportati nella tabella contenuta nell'Allegato O, oltrepassano il
limite temporale concesso dal citato comma 12 dell'articolo 42 della
fonte statale, prevedendo il ripiano del disavanzo fino agli
«Esercizi successivi (2023 e 2024)», come riportato nell'ultima
colonna della sezione stessa.
Peraltro, non risulta al momento concluso l'iter per
l'approvazione, da parte della Regione, del piano di rientro del
disavanzo con apposita delibera consiliare - come pure richiesto
dalla citata normativa di riferimento - piano mediante il quale la
Regione dovrebbe individuare i provvedimenti necessari a ripristinare
il pareggio.
Dunque, l'articolo 1, comma 3, merita di essere censurato per
contrasto con le riportate disposizioni del decreto legislativo n.
118/2011, in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli
schemi di bilancio delle Regioni e per violazione dell'art. 117,
secondo comma, lettera e) della Costituzione riguardante la potesta'
legislativa esclusiva dello Stato in materia di armonizzazione dei
bilanci pubblici.

(1) Il principio 9.2.27 per esteso prevede che «Anche con riferimento
al disavanzo di amministrazione presunto, se non e' migliorato
rispetto al risultato di amministrazione dell'esercizio
precedente di un importo almeno pari a quello iscritto alla voce
"Disavanzo di amministrazione" del precedente bilancio di
previsione per il medesimo esercizio, le quote del disavanzo
applicate al bilancio e presumibilmente non recuperate sono
interamente applicate al primo esercizio del bilancio di
previsione nel quale e' stato determinato il risultato di
amministrazione presunto, in aggiunta alle quote del recupero
previste dai piani di rientro in corso di gestione con
riferimento a tale esercizio, mentre l'eventuale ulteriore
disavanzo presunto e' ripianato dagli enti locali secondo le
modalita' previste dall'ultimo periodo dell'art. 188, comma 1,
del TUEL, non oltre la scadenza del piano di rientro in corso, e
dalle regioni negli esercizi considerati nel bilancio di
previsione, in ogni caso non oltre la durata della
consiliatura/legislatura regionale. Per le modalita' di
determinazione del disavanzo non ripianato e dell'ulteriore
disavanzo si rinvia al precedente paragrafo. Nei casi in cui non
e' ancora possibile verificare la realizzazione degli
accertamenti di entrata e delle economie di spesa previsti nel
piano di rientro, il disavanzo ripianato e' pari alla riduzione
del disavanzo rappresentato dalla lettera E dell'allegato al
bilancio concernente il risultato di amministrazione rispetto a
quello della lettera E del rendiconto dell'esercizio precedente.
Se il rendiconto dell'esercizio precedente non e' ancora stato
approvato si fa riferimento al rendiconto approvato in Giunta o a
dati di preconsuntivo. Ai fini della compilazione delle tabelle
di cui al paragrafo 9.11.7 del principio applicato della
programmazione (allegato 4/1), le quote del disavanzo ripianato
alle componenti del disavanzo di amministrazione in ordine di
anzianita' di formazione del disavanzo stesso. Al riguardo si
rinvia all'esempio n. 13».

(2) Il principio 9.2.28 per esteso prevede che «Il disavanzo di
amministrazione di un esercizio non applicato al bilancio e non
ripianato a causa della tardiva approvazione del rendiconto o di
una successiva rideterminazione del disavanzo gia' approvato, ad
esempio a seguito di sentenza, e' assimilabile al disavanzo non
ripianato di cui alla lettera b) del paragrafo 9.2.26, ed e'
ripianato applicandolo per l'intero importo all'esercizio in
corso di gestione. Sono escluse dall'applicazione del principio
le sentenze che comportano la formazione di nuove obbligazioni
giuridiche per le quali non era possibile effettuare
accantonamenti. E' tardiva l'approvazione del rendiconto che non
consente l'applicazione del disavanzo al bilancio dell'esercizio
successivo a quello in cui il disavanzo si e' formato».



 

 


Abbonati per consultare tutto l'archivio storico delle gazzette

Gazzetta No Problem

Visualizza Abbonamenti

Newsletter Rimani aggiornato

Inserisci la tua e-mail*

 *Accetta Termini & condizioni